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Ucraina, caos nelle zone occupate: Putin non paga i soldati. Il diktat dello Zar: «Combatti o vai in carcere»

Dal Donbass alla Crimea, per la Russia si sta rivelando difficile mantenere il controllo nelle zone occupate

Lunedì 15 Agosto 2022
Ucraina, caos nelle zone occupate: Mosca non paga i soldati e mancano cibo e acqua. Il diktat di Putin: «Combatti o vai in carcere»

La Russia non sta pagando i riservisti militari e i volontari impegnati in Ucraina e neanche i lavoratori russi impegnati in opere di ricostruzione nelle città occupate. La notizia arriva dall'Institute for the Study of War, un think tank con sede a Washington, DC, che cita il notiziario di Radio Free Europe Idel.

A questa si aggiunge anche la denuncia del sindaco di Mariupol, che accusa Mosca di non saper gestire la città (dopo averla distrutta) e di voler costringere con la forza gli abitanti locali a lavorare alla sua ricostruzione senza adeguati compensi. Una situazione che smaschera le difficoltà di Putin nella gestione dei territori occupati, e che aumenta il rischio di rivolte interne e defezioni. 

Poco cibo e acqua, la scelta è "combatti o vai in carcere" 

Sin dall'inizio della guerra in Ucraina sono state diffuse decine di testimonianze sulle condizioni estreme dei soldati russi al fronte: spesso lasciati senza cibo né acqua, con armi antiquate e munizioni carenti o impiegati, senza informazione, in missioni suicide.

L'ultima testimonianza è apparsa qualche settimana fa in un video diffuso dal Ministero della Difesa Ucraino, che mostra un sedicente soldato russo nella regione di Kharkiv. Nella clip, il soldato afferma che non ci sono più limiti al reclutamento nelle zone occupate (vengono arruolati tutti i maschi senza limiti di età) e registra che non ci sono più militari provenienti dalla Crimea (dove molti gruppi miliziani si sono rifiutati di continuare a combattere per Putin). Secondo il quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta chi si rifiuta di combattere per Mosca viene arrestato e condotto in campi di detenzione speciali nell'Ucraina occupata. Polemiche anche sul fatto che la Russia non ha organizzato funerali ufficiali per i militari caduti

Lavoratori dalla Russia non pagati 

Altri media indipendenti russi come MediaZona, riportano che Mosca sta "importando" lavoratori dalla Russia per lavorare in Ucraina. La promessa è di paghe doppie rispetto a quelle in patria, ma poi dopo il lavoro svolto il compenso pattutito non arriva. Lo afferma Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, che ha affermato su Telegram che le autorità russe hanno portato muratori ed elettricisti da San Pietroburgo a Mariupol, ma non sono mai stati pagati. «Se questo è l'atteggiamento nei confronti del 'proprio popolo', allora cosa faranno ai residenti locali» ha detto Andryushchenko.

 

Proteste a Mariupol 

Dopo il devastante assedio durato mesi ora la città di Mariupol è in mano russa. La maggiorparte della popolazione è disoccupata e chi lavora nel pubblico non riceve salario. Ecco perchè i i dipendenti della società di approvvigionamento idrico della città protestano da diversi giorni, «perché sono abituati a una paga dignitosa per i loro opera» continua su Telegram Andryushenchenko. Secondo l'analisi dell'Institute for the studi of war" l'arrivo della manodopera russa importata «suggerisce che le autorità di occupazione russe stanno lottando per persuadere o costringere un numero significativo di residenti ucraini a lavorare su progetti di ricostruzione». 

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