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Polonia, i rifugi antiaerei ristrutturati per paura della guerra. «Decine di richieste, ma per le armi nucleari non basteranno»

Ce ne sono 39.892 costruiti dopo la seconda guerra mondiale e possono ospitare circa un milione di polacchi. Finiti in disuso, ora potrebbero tornare utili

Mercoledì 11 Maggio 2022
Polonia, i rifugi antiaerei ristrutturati per la paura della guerra. «Decine di richieste, ma per le armi nucleari non basteranno»

In Polonia essere parte della Nato non fa dormire sonni tranquilli a nessuno. La minaccia della Russia e la paura che possa attaccare anche Varsavia oltre all'Ucraina, sta spingendo i polacchi a cercare rifugi antiaerei con un'insistenza che non si vedeva dai tempi della guerra fredda. Lo racconta al "Wall Street Journal" Radoslaw Sekunda, capo dell'Associazione degli ingegneri e delle costruzioni tecniche di Varsavia, che risponde quasi giornalmente a chiamate di persone, che gli chiedono di ristrutturare i loro bunker, in modo che possano ripararsi da un eventuale attacco russo. 

La paura della guerra non si vive nella quotidianità della capitale, dove le giornate scorrono normalmente, ma viaggia attraverso le chat, i social e i mezzi d'informazione. La rinascita del rifugio dimostra che i timori per un potenziale attacco chimico o convenzionale russo alla Polonia sono reali. Da quando Varsavia è entrata nell'Alleanza (1999), quei rifugi si sono trasformati in altro. Bar, ristoranti, sale da ballo. Nessuno pensava più alla guerra come una minaccia reale. Adesso però la situazione è cambiata.

Una donna ha raccontato di aver ascoltato un podcast di 40 minuti su cosa mangiare se ci si nasconde nella foresta, nel caso fosse dovuta fuggire da Varsavia. Un americano che vive in Polonia ha detto che stava costruendo un pozzo d'acqua nel suo cortile perché «se hai acqua hai tutto». Ma c'è anche chi si rifiuta di pensare all'invasione. «Sono razionale e non credo che invaderanno», ha detto Jan Grzywaczewski, che vive da 25 anni nel suo condominio di Varsavia dotato di rifugio antiaereo.

 

I rifugi in Polonia

Dopo la seconda guerra mondiale, le nazioni del blocco sovietico hanno costruito rifugi per proteggersi da un possibile attacco occidentale. La legge polacca richiedeva alle aziende e ai comuni di costruire rifugi antiaerei in edifici residenziali, industriali e amministrativi, di solito nel seminterrato. In Polonia ce ne sono 39.892 e possono ospitare un milione di persone, ovvero meno del 3% della popolazione totale, secondo un rapporto del 2017 del capo dei vigili del fuoco statali. La Svezia, in confronto, ha 65.000 rifugi, sufficienti per l'85% dei suoi circa 10 milioni di residenti, mentre la legge svizzera richiede un numero sufficiente di rifugi atomici per ospitare ogni residente.

Le condizioni della maggior parte dei rifugi in Polonia sono "insoddisfacenti", secondo il rapporto del 2017, perché non soddisfano criteri di protezione, come essere adeguatamente ermetici e avere adeguati sistemi di filtraggio dell'aria. Inoltre, i proprietari non hanno investito nell'aggiornamento e nel mantenimento dei rifugi, in parte a causa della mancanza di una legislazione vincolante sugli standard per i rifugi. Ciò ha spinto i residenti a contattare ingegneri come Radoslaw Sekunda. Nessuno al momento ha però deciso di spendere gli zloty (la valuta polacca) necessari per la ristrutturazione. «C'è sicuramente interesse, ma non al punto di spendere soldi», ha detto l'ingegnere Sekunda. E nonostante si occupi di rinnovare i rifugi, dice che non ha intenzione di costruirne uno a casa sua. «Non esiste un riparo che ti proteggerà da un attacco nucleare», ha detto. 

 

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 08:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA