Russia, la protesta degli asterischi: cosa significano i simboli sui cartelli dei manifestanti

In Russia una legge vieta di utilizzare la parola "guerra", chi scende in piazza cerca mezzi alternativi per esprimere il proprio dissenso

Russia, la protesta degli asterischi: cosa significano i simboli sui cartelli dei manifestanti
Russia, la protesta degli asterischi: cosa significano i simboli sui cartelli dei manifestanti
Lunedì 14 Marzo 2022, 13:06 - Ultimo agg. 14:52
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Otto asterischi su un cartello, otto come il numero di caratteri delle parole proibite: "нет войне", no alla guerra. È questa l'unica protesta rimasta a chi scende in piazza per la pace in Russia, dove anche scrivere la parola "guerra" è un reato perseguibile fino a 15 anni di carcere.

Dallo scorso 4 marzo una legge ha proibito l'utilizzo del termine guerra per definire l'offensiva russa in Ucraina. Quest'ultima non può essere criticata e può essere chiamata solo "operazione militare speciale", qualunque sinonimo viene considerato "notizia falsa" o "diffamatoria dell'esercito russo" e viene perseguita penalmente. Inoltre dal 2014 le manifestazioni non autorizzate dalla polizia sono vietate e punite con 15 giorni di prigione che in alcune circostanze possono diventare fino a 5 anni di detenzione.

 

Quasi 15mila arresti

Dopo tre settimane e quasi 15mila arresti in 67 città le immagini delle piazze piene di manifestanti per la pace dei primi giorni sono ormai un ricordo lontano. La repressione è stata durissima: il paese non può permettersi di tenere aperto anche un fronte interno mentre le bombe continuano a cadere sulle città ucraine e Mosca è stretta nella morsa delle sanzioni che promettono di mettere in ginocchio l'economia russa. La "caccia alle streghe" non riguarda solo le piazze reali ma anche quelle virtuali e ci sono stati casi di persone arrestate anche solo per un post o un Tweet. Adesso la censura ha colpito anche i social, Tik Tok è stato oscurato, Facebook e Instagram bloccati. 

 

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Telegram e messaggi cifrati, così continua la protesta in Russia

In un contesto simile la voce della protesta si muove nella clandestinità, su canali telegram - dove è attiva la crittografia che garantisce l'anonimato dei messaggi - e attraverso messaggi in codice, meme, emoji, un linguaggio alternativo per non farsi smascherare. Come nel caso della protesta organizzata alle 19 in piazza Pushkin: per darsi appuntamento in molti hanno diffuso la foto del noto compositore, con accanto il numero 7 (orario della manifestazione) e l'emoji di un uomo che cammina. Punto di riferimento per i manifestanti è anche il sito OVD-Info, un progetto sui diritti umani contro la persecuzione politica in Russia che pubblica giornalmente gli elenchi con i nomi degli arrestati. Inoltre il sito della Ong offre assistenza ai detenuti tramite un numero verde e un canale telegram e pubblica aggiornamenti sugli arresti e le proteste che vengono sistematicamente censurati dai media russi. 

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