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Russia, chiude il canale ribelle anti-Putin Tv2. Il video d'addio dei giornalisti è virale: «La gente non vuole sapere»

Il canale televisivo siberiano era stato fondato dopo il crollo dell'Urss e rappresentava un'isola di libertà nel panorama dei media russi

Lunedì 30 Maggio 2022
Russia, chiude lo storico canale ribelle Tv2. Il direttore scappa in Armenia: «La gente non vuole sapere»

Fine delle trasmissioni. Per oltre 30 anni, sin dal crollo dell'Unione Sovietica il canale siberiano Tv2 ha rappresentato uno degli unici media indipendenti della Russia, cercando di garantire un'informazione imparziale al di fuori del controllo statale. Ma con la guerra in Ucraina chiuderà per sempre: la nuova legge di censura è stata il colpo di grazia di un cammino di progressivo controllo della stampa inziato con la salita al potere di Putin.

Lo hanno comunicato il caporedattore Viktor Muchnik e la moglie Viktoria che hanno chiuso il canale e sono scappati a Yervan, capitale dell'Armenia. È la fine di un sogno durato trent'anni, in cui lo sforzo professionale si intreccia a un'impegno civile e di vita: «Tutti noi che volevamo cambiare le cose in meglio qui, in questo momento possiamo sentire di aver fallito», ha detto Muchnik nel suo ultimo incontro con i giornalisti. 

Il video d'addio: «La gente non vuole sapere»

Il video dell'ultima riunione di redazione è diventato virale su facebook, il direttore alza un bicchiere di vino, i giornalisti piangono costatando la fine di un impegno professionale e civile durato tutta la vita. «Non potevamo trasmettere alla gente cosa stava succedendo nel loro paese, e questo mi ferisce», ha detto Alexander Sakalov, un cameraman di TV2. «La gente non vuole sapere. Vogliono fiori e uccelli. Bene, ora tutti i media indipendenti nel paese saranno chiusi e le persone otterranno ciò che volevano», ha detto.

Tv2, storia di un canale ribelle 

Tv2 era una piccola isola di libertà nel panorama mediatico russo. Con sede nella città siberiana universitaria di Tomsk, il canale ha attraversato 30 anni di storia del paese cercando di mantenere la propria indipendenza. Dai suoi inizi caotici ma idealisti con il collasso dell'Urss ha affrontato scontri diretti con il potere fino alla sconfitta definitiva.

Fondata nel 1991 da Arkady Maiofis, un giornalista della televisione sovietica,Tv2 è nata con l'intento di creare uno spazio di dibattito libero nell'era post sovietica. Furono anni pioneristici: il primo cameraman era un ex poliziotto, gli altri giornalisti non avevano una formazione televisiva e il canale trasmetteva film americani "pirata" senza preoccuparsi del copyright. Un'azione culturale che consentì al pubblico russo (della Siberia) di entrare in contatto con realtà diverse da quella della tv di stato sovietica.

Se durante il governo Eltsin il canale beneficiò del clima di libertà dovuto al crollo dell'Urss, a partire dal 2000 con la salita al potere di Putin le cose cambiarono radicalmente: fare giornalismo indipendente in Russia da allora è diventato sempre più difficile. Il canale è stato poi acquistato dall'oligarca Mikhail Khodorkovsky, poi arrestato nel 2003 da Putin. All'epoca Tv2 era una holding mediatica con diverse stazioni radio, due canali televisivi, 250 dipendenti ma dal 2007 ha cominciato a ricevere avvertienti non ufficiali da Mosca. Il messaggio era sempre lo stesso: non criticare il presidente.

 

La sfida alla censura

Nonostante le pressioni Tv2 è rimasto l'unico canale tv che ospitava dissidenti come Boris Nemtsov e Alexei Navalny. Ha raccontato le proteste filo-europeiste di piazza Maidan a Kiev e l'annessione della Crimea da un punto di vista molto diverso di quello della tv di stato. Proprio quell'anno, nel 2014 è stata chiusa, ufficialmente per "problemi tecnici". Rimasti ormai un team di 15 giornalisti, il canale è diventato un piccolo sito web che ha continuato a fare informazione. Anche quest'ultima luce però si è spenta con l'approvazione del decreto Ucraina che ha imposto severissimi controlli alla stampa e il rischio del carcere per i giornalisti che diffondono narrazioni non ufficiali dell'operazione militare. 

Il futuro: il progetto "Testimoni" sui dissidenti russi

Ora, da Yerevan, i Muchnik si tengono in contatto con i giornalisti di altre testate regionali indipendenti che sono fuggite anche dalla Russia, cercando di coordinare il lavoro futuro. Stanno lavorando a un progetto chiamato Testimoni, intervistando i russi sui loro sentimenti riguardo alla guerra. Alcune sono persone che sono fuggite ma altre sono ancora in Russia. Nonostante i rischi, c'è chi accetta di farsi riprendere anche con il proprio volto: «Alcune persone sentono che è importante mostrare i loro volti nonostante i rischi. Se vai a una protesta, puoi semplicemente essere arrestato e nessuno ti vedrà, ma questo è un modo per loro di registrare che non sono d'accordo con questa guerra», ha detto Viktoria.

Oggi il sentimento degli ex direttori e giornalisti di Tv2 è quella di chi ha dedicato la vita al tentativo di costruire un paese più libero ed ha fallito. L'ultima speranza è quella di avere un'influenza sulla politica in Russia dall'esterno del paese. I direttori hanno già detto che non torneranno in patria a meno che non si verifichi un cambiamento politico.

Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 06:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA