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Svezia in allarme, mobilitazione dei soldati verso le frontiere orientali. Firmata la domanda di adesione alla Nato

Joe Biden ha comunicato che giovedì riceverà alla Casa Bianca la premier svedese Magdalena Andersson e il presidente della Finlandia Sauli Niinisto

Martedì 17 Maggio 2022 di Gianluca De Rossi
Svezia in allarme, mobilitazione dei soldati verso le frontiere orientali. Firmata la domanda di adesione alla Nato

La guerra voluta dalla Russia contro l'Ucraina ha spinto la Svezia tra le braccia della Nato. Ma non solo. Ora il Paese scandinavo spinge sull'acceleratore perché l'adesione al Trattato atlantico diventi quanto prima realtà: stamani la ministra degli Esteri svedese, Ann Linde, ha firmato la domanda di adesione della Svezia alla Nato. Questa firma rappresenta il passo formale di Stoccolma verso l'ingresso nell'Alleanza atlantica. Ma non solo questo. La Svezia ha avviato la mobilitazione dei soldati di leva verso le frontiere orientali a supporto della Finlandia. Nel frattempo, il presidente americano Joe Biden ha fatto sapere che giovedì riceverà alla Casa Bianca la premier svedese Magdalena Andersson e il presidente della Finlandia Sauli Niinisto. I leader discuteranno delle domande di adesione alla Nato di Finlandia e Svezia e di sicurezza europea, oltre alla collaborazione nel sostegno all'Ucraina.

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La Svezia invia i soldati di leva verso le frontiere orientali

La Svezia, dunque, ha deciso di dire addio alla «neutralità convenzionale». Facciamo un passo indietro nel tempo e cerchiamo di capire di cosa si tratta: la Svezia, quando scoppiò la Seconda guerra mondiale, era neutrale da più di un secolo, dalla fine delle guerre napoleoniche, e non prese parte al conflitto anche se nella prima fase concesse alcune facilitazioni logistiche alla Germania e in seguito, a partire dal 1944, agli Alleati. Una posizione ribadita nel 1949 quando Stoccolma si rifiutò di entrare nella Nato.

«Neutralità convenzionale»

Secondo il diritto internazionale, la Svezia è stata impegnata finora a una «neutralità convenzionale» e quindi non a una neutralità permanente. Come membro dell'Unione europea è anch'essa tra i promotori di un'intensificazione della politica di difesa e sicurezza e le truppe svedesi - assieme a quelle finlandesi, norvegesi, estoni e irlandesi - partecipano al battaglione nordico per la gestione delle crisi.

A partire dal 2015, a seguito dell'attivismo militare russo, Stoccolma ha aumentato le spese militari e rafforzato il dispositivo a difesa della strategica isola di Gotland, nel mar Baltico. La neutralità di Stoccolma ed Helsinki non ha impedito la cooperazione militare con il lato occidentale della barricata ma la membership effettiva della Nato cambierà radicalmente la mappa di quegli equilibri che dal 24 febbraio Mosca ha provveduto a destabilizzare. 

L'isola di Gotland, che durante la guerrra fredda ospitò 25mila soldati svedesi, dopo la caduta del Muro di Berlino venne poco a poco smilitarizzata. Ma ora l'esercito svedese è tornato a presidiarla perché è in una posizione strategica fondamentale e perché da mesi sta vivendo in un incubo, quello di una nuova invasione russa.

Così, i soldati svedesi hanno cominciato a pattugliare le strade e il porto di Visby, la città più grande dell'isola. E mentre i soldati si addestrano nei boschi in abiti mimetici, ai civili vengono distribuiti opuscoli su come comportarsi in caso di guerra.

Posizione strategica

L'isola si trova al centro del Mar Baltico, posizione strategica e avanposto per respingere i tentativi di invasione. Anche perché i russi in passato ci hanno già provato: nel 1808 le truppe dello zar Alessandro I occuparono l’isola di Gotland per 26 giorni, fino alla loro sconfitta, con la conseguente cacciata. 

Servizio di leva

La Svezia dal 2014, anno dell’invasione della Crimea da parte della Russia, ha ripristinato il servizio di leva e ha inviato un reggimento vicino a Visby, ripristinando un sistema di difesa aerea, temendo un attacco russo.

 

Ultimo aggiornamento: 20:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA