Afghanistan, il ritorno di Karzai: media con i talebani dopo la fuga choc di Ghani. «Resto per la patria»

Martedì 17 Agosto 2021
Afghanistan, il ritorno di Karzai: media con i talebani dopo la fuga choc di Ghani. «Resto per la patria»

L'immagine è semplice, di ostentata placidità: mentre i Talebani entrano a Kabul, lui compare immerso nel verde di un giardino casalingo, attorniato dalle figlie piccole, e prova a rassicurare i «concittadini». Nel caos, Hamid Karzai si riprende la scena, pronto a districarsi ancora una volta. «Io e la mia famiglia, le mie bambine e i miei figli, rimarremo qui con voi», ha spiegato in un videomessaggio l'ex presidente, per tredici anni alla guida dell'Afghanistan emerso dalle ceneri del primo Emirato islamico. Nessuna fuga dai Talebani, antichi nemici con cui ora si dice pronto a trattare per il bene del Paese. E soprattutto nessuna fuga dalla sua Kabul, al contrario del successore Ashraf Ghani, scappato prima di incrociare l'avanzata dei jihadisti verso una destinazione tuttora ufficialmente ignota - le ultime ricostruzioni lo danno nascosto in Asia centrale (Uzbekistan o Tagikistan), con un seguito di 200 persone, ma non si esclude un rifugio in Medio Oriente - e, stando alle accuse della Russia, con una buonuscita di quattro auto così cariche di soldi da disperderne una parte sulla pista di decollo del suo elicottero.

 

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Karzai media con i talebani dopo la fuga choc di Ghani

Di fronte alla crisi, invece, l'uomo che nel 2001 riuscì a mettere d'accordo americani e clan locali per il dopo-Talebani - o almeno a farsi accettare come figura di compromesso - si presenta come una sorta di padre nobile in grado di mediare nell'interesse nazionale. «Stiamo cercando di parlare con i leader talebani in modo pacifico, fraterno e patriottico per risolvere i problemi dell'Afghanistan», ha assicurato Karzai, che nelle prossime ore dovrebbe effettivamente incontrarli a Doha, in Qatar, là dove erano falliti i negoziati di pace con gli Stati Uniti. Con lui ci sarà un'altra figura storica e controversa della politica locale, il leader del Partito islamico Gulbuddin Hekmatyar, e il capo dell'Alto consiglio di riconciliazione nazionale, Abdullah Abdullah.

 

 

 

Il dialogo

Del resto, quella di Karzai potrebbe essere una carta da giocare anche per diverse potenze internazionali in cerca di un ponte - e magari di una legittimazione - nel confronto con i sedicenti studenti coranici. Oggi, proprio nella chiave di un «dialogo nazionale inclusivo» in Afghanistan, il nome dell'ex presidente è stato speso direttamente dai ministri degli Esteri di Russia e Turchia, Serghei Lavrov e Mevlut Cavusoglu. Ancora relativamente giovane con i suoi 63 anni, Karzai è ritenuto da molti un leader camaleontico, capace di dialogare con tutti, adeguandosi alle diverse stagioni e seppellendo le ostilità personali.

 

 

 

Chi è Karzai

Erede del potente clan pashtun Popalzay, di forte tradizione politica - il nonno e il padre avevano fatto parte del governo ai tempi del sovrano poi esiliato Mohammad Zahir Shah -, ha iniziato a frequentare la politica sin da giovane. E proprio i Talebani vennero accusati dell'uccisione di suo padre Abdul nel 1999. Passato da collaboratore della Cia nella lotta anti-sovietica a critico e poi di nuovo a riferimento di Washington, ora l'ex presidente potrebbe tornare a essere una risorsa per diversi ambienti diplomatici. A Kabul, lui è rimasto per provarci.

 

 

 

 

 

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