CORONAVIRUS

Trump come sta? Casa Bianca: «Condizioni ottime». Cnn: «Ha avuto bisogno dell'ossigeno, cruciali prossime 48 ore»

Sabato 3 Ottobre 2020 di Anna Guaita
Trump, giallo su condizioni. Casa Bianca: «Sta bene». Ma per i media Usa «prossime 48 ore cruciali»

NEW YORK Ma come sta davvero Donald Trump? È giallo negli Usa sulle condizioni di salute del presidente. Una fonte ha riferito ai media americani che «le funzioni vitali del presidente sono state molto preoccupanti nelle ultime 24 ore e le prossime 48 ore saranno cruciali in termini di cura. Non siamo ancora su una strada chiara per un pieno recupero». Insomma il contrario della rosea situazione emersa dal briefing sulle condizioni di salute di Trump che ha comunque alimentato alcuni dubbi. Il primo riguarda i tempi della diagnosi, che il medico della Casa Bianca, Sean Conley, ha fatto risalire a 72 ore fa, quindi prima di quando è stata resa nota. Il secondo è relativo al fatto che il presidente, come è stato detto oggi, non ha bisogno di ossigeno ora ma non è stato chiarito se ne abbia avuto necessità prima. Ad una domanda specifica, Conley si è limitato a dire che al momento il presidente non ne ha bisogno.

Più incisiva la Cnn:  Donald Trump ha ricevuto ossigeno supplementare venerdì.

 


Con un tweet, Trump, oltre a ringraziare lo staff medico dell'ospedale Walter Reed, specifica di sentirsi bene, ma intanto restano interrogativi sulla durata del periodo durante il quale dovrà restare ricoverato. Un dettaglio non da poco a un mese dalle elezioni e con molti americani che stanno già votando per posta.

 

Il contagio

Un altro fronte di grande polemica, anche questo innescato dalla conferenza stampa, è quello sui tempi del contagio: alla conferenza stampa dei medici si è appreso che in presidente avrebbe saputo di essere contagiato 72 ore prima delle 11.30 di sabato, finora, orario e data ufficiali della consapevolezza da parte del presidente di essere malato. Il che vorrebbe dire che Trump, pur sapendo di essere positivo, è andato alll'incontro di  fundraising  nel New Jersey dove ha incontrato decine di sostenitori faccia a faccia e senza protezioni. Questo spiegherebbe perché nella giornata di venerdì il governatore del New Jersey ha  emanato un appello straordinario perché tutti coloro che erano presenti a quell’appuntamento si facciano il test. Si tratta di uno degli stati che finora ha respinto la pandemia dopo mesi terribili, ma che adesso sta registrando nuovi piccoli focolai.

Una situazione che ha spinto Conley a precisare. «La diagnosi di positività al Covid 19 è stata fatta per il presidente Donald Trump la sera di giovedì, 1° ottobre e gli è stato somministrato il cocktail di anticorpi Regeronm venerdì 2 ottobre».  Il medico ha spiegato di aver usato in modo incorretto - nel dare notizie sulla salute di Trump - il termine '72 ore' invece che 'giorno 3' e '48 ore' invece che 'giorno 2' per la diagnosi e la somministrazione della terapia. Il riferimento alle 72 ore aveva fatto sorgere dubbi sul fatto che il test fosse stato realizzato prima della partenza di Trump per la raccolta fondi nel New Jersey.

La cura

Donald Trump ha iniziato la terapia con il Remdesivir al Walter Reed National Military Medical Central dove è stato trasferito qualche ora dopo aver annunciato di essere risultato positivo al coronavirus. Il medico personale del presidente americano, Sean Conley, ha spiegato in una nota di aver «raccomandato» il trasferimento del tycoon in ospedale per «un ulteriore monitoraggio» dopo consultazioni con gli specialisti del Walter Reed e della Johns Hopkins University. Trump, fa sapere Conley, «non ha bisogno di ossigeno», ma si è deciso di «iniziare la terapia con il Remdesivir». «Ha assunto la prima dose - conclude - e sta riposando bene». Trump sarà ricoverato per diversi giorni.

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«Sta andando bene, credo. Grazie a tutti. Love!!!», ha twittato Trump. Il tycoon, quando manca un mese esatto alle elezioni presidenziali del 3 novembre, ha lasciato ieri la Casa Bianca, intorno alle 18 ora di Washington, ed è salito in elicottero senza aiuti, in abito blu e con la mascherina indossata. In un video diffuso su Twitter ha annunciato il suo trasferimento al Walter Reed Hospital - «Penso di cavarmela bene, ma vogliamo accertarci che le cose funzionino» - e ha voluto rassicurare gli americani anche sulle condizioni di Melania («La First Lady sta bene»). Poi ha ringraziato «tutti per il forte sostegno». «Non lo dimenticherò mai», ha concluso. 

«Stamane il presidente sta molto bene»: lo ha detto il medico della Casa Bianca Sean Conley in un briefing all'ospedale militare Walter Reed, dove il presidente è ricoverato per il Covid-19.


 
Intanto anche parte del suo staff è risultata positiva al Covid.

Bill Stepien, il nuovo manager della campagna presidenziale di Donald Trump e stretto collaboratore del presidente Usa, è risultato positivo al tampone. Lo scrivono Politico e la Bbc, che aggiungono che Stepien risente di «sintomi lievi di tipo influenzale» e che da ora lavorerà da casa. Anche Kellyanne Conway, l'ex consigliera di Donald Trump, è risultata positiva al Covid-19. Lo ha twittato lei stessa: «I miei sintomi sono lievi (una tosse leggera) e mi sento bene. Ho cominciato una quarantena in accordo con i miei medici», ha scritto.

E un altro senatore repubblicano, dopo Mike Lee, ha contratto il virus. Si tratta di Thom Tillis, anche lui della commissione giustizia, dove martedì inizieranno le audizioni per la conferma Amy Coney Barrett, nominata da Donald Trump alla Corte Suprema. Tillis ha annunciato una quarantena di 10 giorni, un tempo che dovrebbe permettergli di sostenere la nomina prima che passi al voto dell'intero Senato. Ma resta da vedere se basterà una quarantena così limitata e se altri eventuali casi di contagio metteranno a rischio la risicata maggioranza dei repubblicani al momento della votazione in seduta plenaria.

Negativi
Invece quattro membri del Congresso che hanno volato a bordo dell'Air Force One con il presidente Trump questa settimana sono risultati negativi al test per il Coronavirus ieri. Si tratta di Pete Stauber (Minnesota), Jim Hagedorn (Minnesota), Tom Emmer (Minnesota), Jim Jordan (Ohio).

 
 


Twitter intanto ha annunciato che rimuoverà i tweet che «desiderano o augurano la morte, gravi lesioni fisiche o malattie letali a chicchessia», dopo l'ondata di cinquettii 'funebrì contro il presidente Usa Donald Trump, ora che è ricoverato in ospedale per il Covid-19. Gli autori dei post che violano la policy della piattaforma social non saranno tuttavia sospesi.

Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre, 01:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA