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Ucraina, le storie di chi torna: «Non posso stare lontana da mio marito»

Giovedì 7 Aprile 2022
Ucraina, le storie di chi torna in patria: «Non posso stare lontana da mio marito»

Mentre a migliaia continuano a fuggire dalla guerra, c'è chi sceglie di tornare. Il 1° aprile circa 200 profughi ucraini si sono radunati al binario 10 della stazione ferroviaria di Budapest Nyugati, in Ungheria per tornare a casa: il treno delle 7:23 li avrebbe riportati indietro, in Ucraina, il paese da cui la maggiorparte di loro sono scappati all'inizio della guerra

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Le storie di chi torna: «Preferisco avere paura con mio marito che da sola qui»

Perchè tornare se il conflitto è ancora in corso? Ognuno ha le sue storie personali. C'è chi torna a prendere un parente anziano rimasto indietro nella fuga. Chi parte per amore, per rivedere un marito o un familiare rimasti nelle città assediate. Come nel caso di Yulia  Kalinina, 39 anni, che torna a Kiev con la sorella per raggiungere i loro mariti: «Ho paura» ha detto ai giornalisti «Ma ho tanta voglia di tornare a casa. Voglio vedere mio marito. Preferirei avere paura con lui piuttosto che aver paura da solo qui». Agli uomini tra 18 e i 60 anni è vietato lasciare il paese a causa della legge marziale.  

Alla stazione c'è anche Tatiana Samsonova, 38 anni: la sorella maggiore è appena salita sul treno per Leopoli per andare a prendere la madre di 70 anni che non può viaggiare da sola. «Mia sorella è coraggiosa a tornare indietro», ha detto Samsonova, che aspetterà a Budapest con i suoi figli «Voglio solo che torni qui bene». Tatiana è scappata dall'Ucraina con i figli di 4 e 10 anni e racconta che quando sono fuggiti i russi hanno sparato sulla loro auto. Davanti a loro l'auto della famiglia dei vicini è stata colpita da un razzo: "mi sono nascosta sotto il volante, non ho potuto aiutarli" racconta.

Domenica 22mila ucraini hanno attraversato il confine per tornare 

Più di 4 milioni di persone hanno lasciato l'Ucraina dallo scoppio della guerra il 24 febbraio, ma la guardia di frontiera ucraina ha affermato che solo domenica 3 aprile più di 22.000 cittadini hanno attraversato il confine per rientrare nel paese. Non solo dall'Ungheria, anche dalla Polonia, dove la guardia di frontiera polacca ha segnalato 421.000 passaggi di persone che tornavano nelle loro case. 

Soli, senza cibo nè rifugio: le difficoltà degli ucraini in Ungheria

Per chi si è salvato scappando dalla guerra, la vita non è facile in Ungheria, dove la lingua è difficile da imparare , l'inflazione è alle stelle e le opportunità di lavoro sono scarse. Se il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha ammorbidito la sua retorica anti-immigrazione è anche vero che ha fornito poca assistenza ai circa 400.000 ucraini che sono arrivati ​​nel paese, lasciando volontari e organizzazioni non governative a occuparsi dell'accoglienza. Ma le difficoltà sono tante. Molti si trovano a vivere per strada, a dover cercare del cibo ogni giorno. E a questo punto, nonostante la paura, scelgono di tornare, dicendo che è meglio vivere in un bunker sotterraneo con la propria famiglia piuttosto che dover cercare ogni giorno cibo e riparo.

Gli operatori umanitari presso la stazione ferroviaria di Budapest Nyugati segnalano che sempre più persone arrivano alla stazione in cerca di aiuto per acquistare un biglietto per l'Ucraina, anche se sono consapevoli che potrebbero non avere nulla a cui tornare. Un segnale preoccupante che accende i riflettori sulla risposta umanitaria che l'Europa deve mettere in campo per garantire aiuto e assistenza a chi sta scappando dalla guerra: «È molto preoccupante perché l'Ucraina è ancora un paese in conflitto», ha dichiarato Emily Venturi, specializzata in rifugiati e migrazioni presso Chatham House, un think tank con sede a Londra. «I governi europei devono assicurarsi che la risposta umanitaria soddisfi i bisogni degli ucraini».

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