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Ucraina, il portavoce del ministero degli Esteri: «Mosca non ha i numeri per entrare a casa nostra, Putin non ci sottovaluti»

Lunedì 14 Febbraio 2022 di Cristiano Tinazzi
Ucraina, il portavoce del ministero degli Esteri: «Mosca non ha i numeri per entrare a casa nostra, Putin non ci sottovaluti»

«Adesso la Russia non ha abbastanza soldati per attaccarci. E noi siamo pronti a difenderci. Non siamo più quelli del 2014». Non ha dubbi Oleg Sensin, portavoce del ministero degli Esteri ucraino.
Perché la Russia vuole attaccare l'Ucraina?
«La Russia ha già attaccato l'Ucraina. Otto anni fa, alla fine di febbraio 2014, Putin ha ordinato alle truppe russe di entrare in Crimea e poi ha lanciato una guerra nella regione orientale ucraina del Donbas. Quindi da tempo siamo sotto attacco, per noi non è una novità. E per attaccarci, servono numeri di gran lunga superiori. Il rapporto è almeno di tre a uno e in questo momento la Russia non ha abbastanza uomini. Il nostro esercito non è più quello del 2014, è migliorato, ha ricevuto addestramento e armi. E ha un valore aggiunto rispetto a quello russo: ha un motivo per combattere. La difesa del proprio territorio».

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Tutto verte sulla futura appartenenza o meno dell'Ucraina nella Nato ?
«I funzionari russi si dilungano a parlare di una mitica minaccia della Nato alla Russia e giustificano il loro espansionismo con richieste illegittime per non permettere all'Ucraina di diventare un membro della Nato. Voglio ricordare a tutti che quando la Russia ha invaso la Crimea e lanciato la sua guerra nel Donbas nel 2014, l'Ucraina era un paese neutrale. Nel 2010, l'Ucraina ha approvato una legge che dichiarava in modo molto chiaro che era un paese non allineato e che non aveva intenzione di aderire a nessuna alleanza militare. Non c'era nessuna discussione pubblica a livello nazionale sull'adesione all'Alleanza Atlantica a quel tempo; e le proteste di Euromaidan non erano incentrate sull'alleanza militare ma sull'integrazione economica e politica con l'Ue».

 


È possibile uscire da questo pericoloso stallo?
«Sono fiducioso che la guerra della Russia contro l'Ucraina e l'Europa finirà quando due questioni fondamentali saranno risolte. La prima è che l'Occidente dovrebbe passare da strategie reattive a strategie proattive nel trattare con la Russia. La Russia è un paese che ha invaso la Georgia e occupa parte del suo territorio, un paese che ha invaso l'Ucraina e occupato la Crimea e il Donbas, uccidendo più di quattordicimila persone, continua gli attacchi informatici contro altri paesi, le campagne di disinformazione, le uccisioni extragiudiziali nei paesi della Nato e dell'Ue. Quindi in realtà è l'Occidente che dovrebbe fare queste domande alla Russia. Quando Mosca spiegherà a tutti noi come la sicurezza euro-atlantica sarà garantita e assicurata dall'espansionismo russo? Insisto nel dire che la Russia non può garantire la sua sicurezza a spese della sicurezza dell'Ucraina e di altri paesi. L'Ucraina e i suoi partner stanno lavorando a stretto contatto per la descalation di questa situazione. Apprezziamo molto la leadership di Germania e Francia che ha sbloccato le riunioni dei consiglieri dei leader dei quattro paesi del cosiddetto Formato Normandia'».
Come si può obbligare la Russia a recedere dalle sue posizioni?
«Il pacchetto completo di misure che l'Ucraina ha proposto lo scorso novembre in risposta al rafforzamento militare russo lungo il suo confine con l'Ucraina è diventato uno strumento efficace nel dissuadere la Federazione Russa da ulteriori aggressioni. Queste misure includono come prima cosa una diplomazia attiva: infatti durante le ultime settimane, Kiev è letteralmente diventata l'epicentro della diplomazia globale con più di venti delegazioni straniere di alto livello che hanno visitato l'Ucraina per esprimere la loro solidarietà in mezzo alle azioni aggressive della Russia. Tutti i nostri partner sono stati molto chiari con Mosca: La Russia pagherà un prezzo senza precedenti se decide di lanciare una nuova operazione militare sul territorio ucraino».


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