Zelensky al congresso Usa: «Viviamo l'11 settembre da tre settimane»

alcuni repubblicani sono favorevoli all'invio jet polacchi e criticano la debolezza e l'esitazione del presidente

Zelensky al congresso Usa: «Il nostro Paese vive l'11 settembre da tre settimane»
Zelensky al congresso Usa: «Il nostro Paese vive l'11 settembre da tre settimane»
Mercoledì 16 Marzo 2022, 14:30 - Ultimo agg. 15:43
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«Il nostro Paese vive l'11 settembre da tre settimane». Con queste le parole il presidente ucraino Volodymyr Zelensky  è intervenuto al Congresso americano il 16 marzo.

La Speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha detto che è un "privilegio" ascoltare il discorso del presidente ucraino, che è stato accolto da un lungo applauso dell'aula. Durante l'intervento, in video-collegamento da Kiev il presidente ha rinnovato a Biden la sua richiesta di una no fly zone sull'Ucraina o l'invio di aerei militari.

Il presidente ha mostrato un video delle città bombardate, sottolineando che sono state colpite oltre 400 scuole, e si è rivolto direttamente al presidente Biden dicendo: «Biden, essere il leader del mondo vuol dire essere leader della pace». Poi agli americani: «Oggi non solo aiutate noi ma anche tutta l'Europa e tutto il mondo ad essere liberi».

Secondo il Washington Post il discorso «Molto probabilmente offrirà l'occasione ai repubblicani di aumentare gli attacchi contro Biden, accusato di essere troppo cauto e debole di fronte all'aggressione della Russia».

Zelensky «Abbiamo bisogno di voi»

«In questo momento si decide il destino del nostro Paese: gli ucraini saranno liberi? E riusciranno a difendere la loro democrazia? I russi hanno attaccato brutalmente i
nostri valori e la nostra libertà, ma noi vogliamo scegliere il nostro futuro» sono le parole accorate di Zelensky, che ha reiterato le richieste già fatte nel precedente discorso del 5 marzo: no fly zone sull'Ucraina o almeno, invio di arei militari. 

«Abbiamo bisogno di voi, del vostro aiuto. Abbiamo bisogno di una no-fly zone. È troppo da chiedere? Allora abbiamo bisogno di sistemi di difesa aerei e di velivoli» ha detto Zelensky, che successivamente ha ricordato Pearl Harbour e l'11 Settembre dicendo: «Il nostro Paese sta vivendo lo stesso, ogni giorno, in questo momento. La Russia ha trasformato il cielo ucraino in una fonte di morte per migliaia di persone». 

Tra le richieste del presidente ucraino anche quella di isolare ulteriormente la Russia: «Tutte le società statunitensi devono lasciare la Russia» e di inasprire le sanzioni contro i politici russi che sostengono l'invasione.  

L'Ucraina propone un'alleanza di 24 paesi «U24, United for Peace»

Il presidente ucraino ha rilanciato con la proposta di una nuova alleanza di 24 paesi chiamata «U24, United for Peace», in grado di mettere fine rapidamente a ogni conflitto nel mondo.  «Servono nuovi strumenti e alleanze e noi proponiamo di formare l'alleanza U24, United for Peace, di Paesi responsabili per salvare la pace nel mondo», ha dichiarato Zelensky, sottolineando che quest'alleanza dovrebbe agire rapidamente, «se necessario anche con armi e sanzioni». «Se ci fosse uest'alleanza - ha aggiunto - potremmo salvare migliaia di vite nel nostro Paese».

Zelensky ha chiesto l'invio dei Mig-29 dalla Polonia

«Se la creazione di una no fly zone sull'Ucraina è troppo, noi vi offriamo un'alternativa: chiediamo che i caccia che sono già a disposizione degli Usa siano nei cieli dell'Ucraina, a difenderci mentre continua l'invasione russa» ha detto il presidente riferendosi ai Mig-29 che si trovano in Polonia e che il governo polacco era disponibile a inviare a Kiev, scelta fermata dal no del presidente americano. «Questi aerei possono aiutare l'Ucraina, aiutare l'Europa sapete che esistono, che li avete. Ma sono a terra, non nei cieli dell'Ucraina, non a difendere il nostro popolo».

La risposta degli Stati Uniti è sempre la stessa: accogliere queste richieste significherebbe un coinvolgimento della Nato, con il rischio di una Terza Guerra Mondiale. Ma Zelensky ribatte e accusa gli occidentali di essere «ipnotizzati» dalla Russia. «L'Ucraina sta combattendo valorosamente e, contro ogni previsione, sta vincendo. L'Ucraina non ha paura ed è difficile capire perché la Nato, che è molto più potente, agisca spinta dalla paura. Una forte risposta da parte dell'Ucraina ha fermato i piani di Putin e una forte risposta della Nato fermerebbe il conflitto velocemente» ha detto.   

 

Biden dice no al trasferimento dei Mig dalla Polonia e annuncia un miliardo di aiuti militari 

Sulla questione dell'invio degli aerei Mig dalla polonia Biden però dice no, ritenendo che il limitato vantaggio tattico dei caccia sia molto inferiore al rischio strategico di un coinvolgimento dell'Occidente nel conflitto. L'amministrazione Biden continua comunque a sostenere Kiev:  il 16 marzo Biden annuncerà un miliardo di nuovi aiuti militari - in particolare missili anti carro e sistemi di difesa aerea - all'Ucraina, uno stanziamento che viene dal 13,6 miliardi per l'Ucraina approvati dal Congresso.

Ma la decisione non basta al presidente per evitare le critiche dell'opposizione. Il leader della minoranza al Senato, Mitch McConnell ha già detto che la sua risposta sarà «sì» alle richieste che arriveranno da Zelensky. E aggiunge: «Purtroppo l'amministrazione continua a perdere tempo, anche quando facciamo la cosa giusta la facciamo troppo tardi», ha affermato il leader repubblicano, attaccando Biden per la sua «esitazione e debolezza». 

Per il presidente ucraino la guerra è inziata con l'annessione della Crimea 

Poco prima il presidente ucraino aveva insistito anche sulla questione della Crimea, sottolineando come la mancata risposta internazionale all'annessione del 2014 è stata in parte responsabile del conflitto di oggi: «Otto anni fa in questo giorno la Federazione russa ha organizzato un referendum falso in Crimea ucraina che ha poi usato per giustificare l'invasione del nostro territorio. Questo atto illegale è stato la rottura di tutta l'architettura della sicurezza in Europa creata dopo la seconda guerra mondiale. Ma la Russia ha commesso questo atto. Se all'epoca ci fosse stato solo un segno della resistenza che facciamo oggi, che voi fate oggi, se la reazione del mondo fosse stata almeno la metà di quella di oggi sono sicuro che questa invasione non ci sarebbe stata e non ci sarebbero stati 8 anni di guerra nel Donbass» aveva detto in un video su Telegram. 

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