CORONAVIRUS

Virus Londra, morti record in Europa ma ritorno in metro senza mascherine: ressa e polemiche

Mercoledì 13 Maggio 2020
Virus Londra, morti record ma ritorno in metro senza mascherine: ressa e polemiche

Come nulla fosse. O quasi. A Londra il coronavirus sembra non abbia fatto vittime. Almeno a guardare le foto di questa mattina nella metro della city. È scattata infatti da oggi la riapertura di alcuni settori dell'economia britannica - dall'edilizia a parte dell'industria manifatturiera - a un parziale ritorno al lavoro, consentito fra le limitate modifiche del lockdown annunciate in questi giorni dal premier Boris Johnson nel quadro di una road map che rinvia in larga misura la Fase 2 dell'emergenza Covid-19 a non prima dei prossimi due mesi.

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I segnali sono di un nuovo incremento dell'affluenza nei trasporti pubblici, malgrado la raccomandazione di Johnson di evitarne l'uso «per quanto possibile», con scarso distanziamento - specialmente nella metropolitana di Londra e sui bus nelle ore di punta - e con tanti senza la mascherina adesso prescritta. Un clima che ha indotto il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, ad appellarsi a continuare a usare al minimo metro, bus o treni perché è ancora «una situazione di vita o di morte». Il ritorno al lavoro di alcuni britannici si accompagna comunque alla decisione odierna del governo Tory, anticipata da Times, di autorizzare anche una qualche ripartenza al cruciale mercato immobiliare del Regno, con la possibilità di far visitare le proprietà a compratori e inquilini e di traslocare, seppure nel rispetto delle distanze fra le persone. Mentre di sfondo pesano i dati sulla recessione del primo trimestre 2020, trascinata dal crollo di marzo legato alle prime restrizioni della pandemia, col calo del 2% del Pil: meno del 2,6 stimato, ma già il peggiore dalla crisi globale del 2008.

 

Sono 144 i lavoratori del Servizio sanitario nazionale britannico (Nhs) che hanno perso la vita a causa del coronavirus, insieme a 131 assistenti nelle case di riiposo per anziani. Lo ha riferito il premier Johnson nel corso del question time alla Camera dei Comuni. Johnson ha anche voluto ricordare Belly Mujinga, la bigliettaia della stazione londinese di Victoria, deceduta a causa del Covid-19 dopo che un ignoto passeggero l'aveva infettata sputandole in faccia. «I mie pensieri sono con la sua famiglia», ha detto il premier, condannando l'aggressione. 
Intanto, sarebbero più di 22mila i morti nelle case di riposo in Inghilterra e Galles a causa dell'epidemia, più del doppio di quanto indichino i dati ufficiali. A scriverlo oggi è il Guardian, che cita uno studio della London School of economics (LSe). In tutta la Gran Bretagna le vittime hanno superato quota 40.000, diventando il paese europeo con più morti.

 

Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 08:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA