Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Zelensky: «Trattare? Solo se i russi vanno via. Ma congeliamo la Crimea»»

Il presidente ucraino a Porta a Porta: «Non riconosceremo mai il Donbass»

Giovedì 12 Maggio 2022 di Mauro Evangelisti
Zelensky: «Trattare? Solo se i russi vanno via. Ma congeliamo la Crimea»»

 Il 24 febbraio è iniziata l’invasione dell’Ucraina e i russi avevano pianificato di uccidere Volodymyr Zelensky. «Mi ha salvato il popolo ucraino. E forse mi ha salvato anche Dio». Sorride, in video collegamento con Bruno Vespa, per una lunga intervista con Porta a Porta. Apre qualche pagina della sua vita privata: «Parlo spesso con mia moglie e i miei figli, quando mi incontrano mi chiedono di non stringerli troppo forte». Assicura di non essere in un bunker: «Sono nel mio ufficio, nel centro di Kiev. Spero di vederla presto qui - dice rivolto a Vespa - anche da noi il sole è bello come in Italia. Gli spaghetti non sono buoni come i vostri, ma avremo altre specialità da offrirvi». Zelensky è aspro nel rispondere alla domanda su Papa Francesco: «Ha fatto qualche tentativo per trovare una tregua tra i nostri Paesi. Io rispetto il Pontefice. Ma non abbiamo potuto accettare quell’immagine di una donna russa e una donna ucraina che portavano le due bandiere, la bandiera russa e la bandiera ucraina». Ancora: «Non è facile comprenderlo quando non è il tuo Paese a essere aggredito, ma con la bandiera russa ci stanno uccidendo. Ogni giorno».

NEGOZIATI

Ma la domanda più importante è quella da cui parte l’intervista: a che punto sono le trattative? Zelensky non fa aperture: l’incontro con Putin sarà possibile solo quando i soldati invasori avranno lasciato il suo Paese. Non è disponibile a concedere pezzi di Ucraina. Accetta però un compromesso sulla Crimea: rinviare la discussione sulla penisola (presa dai russi nel 2014) per non ostacolare i negoziati. Dice: «Sulle trattative la questione si complica ogni giorno perché ogni giorno i russi occupano villaggi. Ogni giorno molte persone vengono uccise. Ogni giorno troviamo prove di torture e distruzione. La nostra è una società molto pacifica. Per otto anni, dal 2014, ha voluto una trattativa. Oggi non più. Ma come presidente sono pronto a parlare con Putin. Senza ultimatum. Difendiamo la nostra sovranità e la nostre integrità territoriale. I militari russi se ne devono andare e restituire quanto saccheggiato. Ma non potranno mai restituirci le vite dei bambini uccisi». Non è possibile accettare una larga autonomia del Donbass? «Ma lì non è rimasto niente. Larga autonomia di cosa? I russi hanno ucciso, distrutto e ora chiedono l’autonomia? Noi non riconosceremo mai l’autonomia».

 

USA E UE

Stati Uniti ed Europa hanno posizioni differenti? «No - replica Zelensky - non vedo differenze. Certo, alcuni leader europei ci chiedono di trovare una strada per il dialogo con Putin. Noi l’abbiamo cercata per anni, ma ora questa strada è piena di cadaveri». Macron l’altro giorno ha avvertito: se si vuole la pace, bisogna evitare che Putin perda la faccia. Zelensky sorride amaro: «Non credo che Putin riuscirà a salvare la faccia. Non sto pensando al futuro di questa persona. Dobbiamo invece pensare al futuro della Russia. Sono nostri vicini. Ci saranno altri presidenti, ci saranno altre generazioni. Probabilmente le generazioni future potranno ripristinare le relazioni».

ITALIA

Sul ruolo dell’Italia, Zelensky: «Sono grato a Mario Draghi, felice che l’Italia abbia adottato le sanzioni europee. Credo che questi passi, anche nell’ambito del turismo, siano stati molto forti. So che sono bloccati conti degli oligarchi russi per un ammontare di circa 1 miliardo». Il leader ucraino sottolinea il valore dell’arte e della cultura, anche per spiegare ai cittadini russi ciò che i loro media e il loro governo nascondono: «Spiegate ai turisti russi che vengono in Italia cosa sta facendo il loro Paese in Ucraina».

AZOVSTAL

Vespa aveva ospitato gli appelli delle mogli dei militari ucraini assediati nelle acciaierie di Mariupol. Cosa si può fare per salvarli? Zelensky: «Siamo pronti a scambiare i militari ucraini con i prigionieri russi. Noi dobbiamo lottare per qualsiasi persona. Per quanto riguarda i feriti, abbiamo fatto avere le informazioni alla parte russa. Abbiamo lavorato con il meccanismo della “terza parte”, con Svizzera e Turchia. Ho parlato con il presidente della Finlandia, lui chiamerà il presidente russo e si parlerà tra tutti i leader in tutti i formati possibili per salvare i nostri militari. Se non volete solo lasciarli andare, noi siamo pronti a scambiarli, ma dateci la possibilità di portare via i morti e non uccidete i vivi».

EMERGENZA ALIMENTARE

I porti sono bloccati. E i russi potrebbero arrivare anche in Transnistria. «Si sta rischiando un’emergenza alimentare mondiale a causa dell’azione della Russia che ha chiuso i nostri porti. Africa e Asia resteranno senza pane, ma ci saranno conseguenze anche in Europa. La Transnistria? Potrebbe arrivare anche da quell’area un nuovo attacco, ma non è una grande minaccia». Conclusione: «L’Ucraina vincerà la guerra: le loro forze armate sono quattro volte più grandi delle nostre, il loro Stato è otto volte più esteso. Ma noi siamo dieci volte più forti, perché stiamo difendendo la nostra terra. Per noi la vittoria è difendere qualcosa di nostro, per loro è rubare qualcosa agli altri. Draghi ha ragione: l’Ucraina può vincere».

Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 01:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA