Arzano, stop a polveri inquinanti: il Comune
blocca un impianto alla conceria Russo

Il sindaco è intervenuto dopo le segnalazioni di fumi neri provenienti dai camini della conceria.

Arzano, stop a polveri inquinanti: il Comune blocca un impianto alla conceria Russo
di Domenico Maglione
Mercoledì 7 Dicembre 2022, 21:36 - Ultimo agg. 23:10
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Polveri inquinanti in atmosfera: il Comune di Arzano pone un freno alle attività della conceria Russo sospendendo temporaneamente l’utilizzo di uno dei camini in funzione per la lavorazione delle pelli. Il provvedimento riguarda l’impianto denominato E1 e arriva dopo la relazione dell’Arpa Campania che ha riscontrato la non conformità del parametro Polveri Totali, una condizione che determinerebbe “un pericolo per la salute umana e/o un significativo peggioramento della qualità dell’aria a livello locale”.

Il dirigente dell’ente di piazza Raffaele Cimmino, Gianfranco Marino, ha diffidato perciò la proprietà al ripristino della non conformità dando un tempo di trenta giorni per eliminare le difformità evidenziate.

Se l’azienda non dovesse ottemperare subentrerebbe Città Metropolitana che potrebbe revocare l’autorizzazione all’emissione in atmosfera, sempre in riferimento al camino E1. La conceria Russo, che si trova in via Pecchia nei pressi del centro sociale per la terza età, opera in seguito a regolari autorizzazioni rilasciate nel 2006 per l’esercizio di attività di preparazione e tintura di pelli, bottalanatura, lucidatura e spruzzatura. La fabbrica ha ricevuta anche un’ispezione dei tecnici del dipartimento di prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord allertati da una richiesta del 01.09.2022 della sindaca Vincenza Aruta, intervenuta in seguito a segnalazioni da parte di alcuni cittadini che denunciavano emissioni di fumi neri provenienti dai camini della conceria. Da questo nasceva anche il sopralluogo dell’Arpac.

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Le ispezioni rilevavano, in prima istanza, anche accumuli in alcuni punti di reflui per cui partiva una prima diffida dagli uffici comunali per il ripristino della pavimentazione degli spazi dove si trovano i bottali per evitare eventuali infiltrazioni nei substrati della superficie ma pure per la riattivazione delle opportune pendenze ai fini di un regolare convogliamento e smaltimento degli eventuali reflui nelle griglie di raccolta. L’ingiunzione prevedeva anche il ripristino e verifica dell’efficienza della captazione e recapito dei reflui dalle griglie di raccolta al sistema di trattamento degli stessi e alla sospensione di ogni attività relativa al processo di produzione che implichi l’utilizzo dei bottali, che sono grandi contenitori a tenuta stagna – simile ad una lavatrice gigante - dove le pelli vengono lavorate in varie fasi della concia.  

Contro questo provvedimento i legali della società, avvocati Michele Salvatore de Piano e Dario Gioia, si sono opposti: il 5 dicembre scorso al Comune di Arzano è stato notificato il verdetto del ricorso inoltrato al Tar Campania che ha accolto la richiesta di istanza cautelare sospendendo l’esecutività dell’atto. Ora il Tribunale amministrativo regionale potrebbe essere chiamato a pronunciarsi anche sull’ultima disposizione del comune che ha, appunto, sospeso temporaneamente l’attività del camino E1. “Al di là di qualunque polemica, è giusto che si pensi a tutelare i posti di lavoro ma parimenti non va sottovalutata assolutamente la necessità di salvaguardare la salute dei cittadini di un territorio già compromesso da decenni di inquinamento – dice Mimmo Rubio, giornalista anticamorra sotto scorta, che sta combattendo una a vera e propria battaglia al fianco dei cittadini per arrivare alla delocalizzazione della fabbrica, una delle prime della città. La conceria Russo, che oggi vanta 50 dipendenti nell’unica sede produttiva di Arzano, nasce nel 1959 e attualmente si è venuta a trovare in un contesto territoriale di forte conurbazione a causa dell’espansione residenziale che ha avuto la città a partire dagli anni Settanta.  

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