Droga dietro l'altarino votivo: condannati quattro pusher

La piazza di spaccio del Centro Antico di Castellammare di Stabia

L'altarino votivo
L'altarino votivo
di Dario Sautto
Lunedì 23 Ottobre 2023, 20:14 - Ultimo agg. 24 Ottobre, 16:12
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Castellammare. Le dosi di droga nascoste dietro la statua della Madonna nella nicchia abusiva: quattro pesanti condanne per i presunti gestori della piazza di spaccio di vico Licerta, Centro Antico di Castellammare. Si è chiuso oggi pomeriggio il processo di primo grado per quattro uomini ritenuti vicini alla famiglia Vitale, alleati del clan D'Alessandro, finiti in manette un anno fa nel maxi blitz antidroga condotto dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia a chiusura di indagini coordinate dal pm Giuseppe Cimmarotta della Direzione distrettuale Antimafia.

Il tribunale di Torre Annunziata (presidente di collegio Riccardo Sena) ha condannato i quattro i imputati a oltre mezzo secolo di carcere. Pena più severa per Gaetano Suarato, che dovrà scontare 16 anni di reclusione. Due anni in meno per Giuseppe De Martino, 75enne con diversi precedenti alle spalle. E ancora 13 anni e 4 mesi di reclusione per Raffaele Cimmino e 11 anni per Massimo Fiorillo. Per tutti, le richieste avanzate dall'accusa erano di un paio d'anni più alte. Per Suarato, assistito dagli avvocati Francesca D'Annunzio e Giuliano Sorrentino, è arrivata l'assoluzione per quattro capi d'imputazione. Solo Cimmino, invece, era difeso dall'avvocato Antonio de Martino.

Le indagini, condotte dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Castellammare di Stabia e coordinate dal pm Giuseppe Cimmarotta, erano partite a settembre 2019, quando fu scopera la casa bunker di vico II Licerta, interamente protetta su tutti i lati da un complesso sistema di videosorveglianza con telecamere installate nei punti giusti per eludere eventuali controlli delle forze dell'ordine.

In quell'appartamento arrivano gli ordini per le dosi di cocaina e marijuana, che venivano spacciate sul posto o consegnate in luoghi meno in vista. Uno dei nascondigli della droga era l'altarino di piazza Licerta dedicato alla Madonna, smantellato su ordine della Prefettura per questo motivo.

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