Pompei, la processione dei diecimila: «Riaprite il pronto soccorso»

Chiesta la grazia alla Madonna per la riapertura del pronto soccorso dell'ospedale di Boscotrecase

La processione dei diecimila: «Riaprite il pronto soccorso»
La processione dei diecimila: «Riaprite il pronto soccorso»
di Susy Malafronte
Lunedì 5 Febbraio 2024, 07:23 - Ultimo agg. 13:46
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Migliaia di persone in processione da Torre Annunziata a Pompei per chiedere la grazia alla Madonna per la riapertura del pronto soccorso dell'ospedale di Boscotrecase. Il reparto di emergenza chiuso per il Covid e mai riattivato. E la prefettura di Napoli convoca un tavolo per ascoltare i portavoce dei manifestanti. Il prefetto Michele di Bari ha convocato i rappresentanti del movimento Ce avite accise a salute oggi alle ore 15, per discutere della richiesta dei cittadini vesuviani di riaprire il pronto soccorso dell'ospedale Sant'Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase. I manifestanti per "il diritto alla salute" sono grati al prefetto di Napoli per la sensibiilità dimostrata verso la delicata problematica attraverso la repentina convocazione del tavolo in prefettura.

Una marea di persone, più di 10mila, partire alle 10, di ieri mattina, dalla stazione delle Ferrovie dello Stato di Torre Annunziata Centrale hanno fatto tappa prima all'ingresso degli Scavi di Porta Anfiteatro e poi sul sagrato del Santuario della Regina del Rosario. «Il problema della mancanza di un pronto soccorso immediato e nelle vicinanze, riguarda tutti, turismo e pellegrini compresi».

La manifestazione di protesta, l'ennesima di una lunga serie, è stata organizzata dal movimento Ce avite accise 'a salute, ma ha visto la partecipazione di cittadini comuni e associazioni.

Il pronto soccorso di Boscotrecase fu chiuso nel 2020, quando a fronte dell'emergenza Covid, alcune strutture furono destinate alla cura dei pazienti che avevano contratto il virus. Regione Campania e Asl assicurarono che il pronto soccorso avrebbe riaperto una volta superato lo stato di pandemia ma, come accaduto per altri ospedali. La rabbia della cittadinanza è esplosa dopo che, il 23 dicembre scorso, una bimba di tre mesi è morta nel tentativo di raggiungere l'ospedale di Castellammare di Stabia, il più vicino per i cittadini di diversi comuni, tra cui Pompei, Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase. 

«La riapertura del pronto soccorso è una delle tante promesse mancate - afferma Ciro D'Alessio, portavoce del movimento Ce avite accise 'a salute - Ci avevano assicurato che avrebbe riaperto dopo il Covid e così non è stato. Per questo territorio è fondamentale perché serve una comunità di oltre 200mila persone. È impossibile pensare di arrivare a Castellammare, presidio già molto affollato e distante da qui. Sappiamo che la strada è lunga, ma noi non ci fermeremo. È morta una bambina, noi siamo in strada anche per quelle persone che sono morte di malasanità». 

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Molti turisti stranieri degli Scavi e fedeli della Beata Vergine del Santissimo Rosario hanno chiesto informazioni sulla tematica della protesta per poi unirsi ai manifestanti. Sulla questione è intervenuto più volte il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, attribuendo alla grave carenza di medici e infermieri la decisione di tenere chiuso il presidio.

È stata una domenica difficile per gli agenti della polizia municipale di Pompei che, oltre a gestire i diecimila manifestanti in processione, hanno dovuto far fronte all'arrivo di 15mila turisti in visita al Parco Archeologico, ad ingresso gratis, e alle lunghe file di auto e autobus turistici bloccati ai semafori mobili installati all'uscita dello svincolo autostradale di Pompei-Scavi per l'allestimento del cantiere autostradale per la messa in sicurezza del ponte della Napoli-Pompei-Salerno. Nonostante le diverse criticità, il piano sicurezza che il sindaco Carmine Lo Sapio ha fatto disporre dal colonnello Gaetano Petrocelli, comandante dei caschi bianchi, ha garantito sicurezza ai manifestanti, ai turisti, ai fedeli e, soprattutto, ai bambini presenti sul sagrato della basilica per la sfilata di Carnevale. Con l'incontro di oggi in prefettura ci sono ottime probabilità che la voce dei 10mila scesi in piazza venga ascoltata.

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