Sorrento, lezioni per navigare nel paradiso dei delfini

Obiettivo la tutela del tratto di mare e la specie da reti pericolose e abusi

Delfini avvistati al largo di Sorrento
Delfini avvistati al largo di Sorrento
di Massimiliano D'Esposito
Mercoledì 22 Maggio 2024, 09:55
4 Minuti di Lettura

Imparare ad avvistare i delfini tra le onde, riconoscerne la specie, fotografarli nel modo migliore e gestire in sicurezza l’incontro senza disturbarli e rischiare incidenti. Un corso di dolphin watching, con circa 50 partecipanti, si è tenuto lunedì e ieri nell’Area marina protetta di Punta Campanella. L’attività rientra nel progetto europeo Life Delfi, coordinato da Cnr-Irbim e cofinanziato dal Programma Life dell’Unione Europea ed ha l’obiettivo di ridurre le interazioni in mare tra delfini e pescatori grazie alla diffusione di dissuasori acustici da installare sulle reti e che sono in grado di tenerli a distanza.

Il coinvolgimento degli operatori della pesca prevede pure l’utilizzo di strumenti alternativi per la loro attività, come le nasse che non sono pericolose per i delfini e assicurano un ottimo pescato. I corsi di formazione per dolphin watching rappresentano una proposta come attività economica alternativa, e aperti anche a sub e charteristi. Categoria, quest’ultima, interessata anche dal giro di vite per la navigazione nel Parco. È quanto prevede il nuovo disciplinare appena approvato che introduce il sistema automatico di identificazione da collocare a bordo delle unità da diporto ad uso commerciale, adibite a noleggio e locazione. L'Ais (Automatic identification system), questo il nome dell’apparecchio, consente il riconoscimento dei mezzi nautici ed allo stesso tempo di controllare la loro velocità di crociera e la posizione. Inoltre permetterà, almeno per quest’anno, di evitare il numero chiuso per i mezzi autorizzati ad operare nell’Amp.

Gli obiettivi

«Stiamo lavorando per assicurare sostenibilità alle attività che si svolgono nell'Area marina protetta - spiega il direttore Lucio De Maio -. Il sistema Ais va proprio in questa direzione. La situazione negli ultimi anni è giunta quasi a saturazione: questa zona di mare è una delle più frequentate e trafficate del Mediterraneo, è necessario preservare la fascia costiera dagli effetti determinati dalle elevate velocità. Andare avanti senza una regolamentazione è impensabile. I numerosi incidenti delle scorse estati dimostrano quanto il problema sia attuale e metta a rischio anche il futuro del comparto. L'obiettivo non è penalizzare ma assicurare la corretta tutela ambientale, la sostenibilità del turismo nautico e la sicurezza».

Le richieste

Per supportare nella predisposizione delle pratiche burocratiche e autorizzative, l’Amp ha pubblicato sul proprio sito alcuni chiarimenti ed il modello per la richiesta del codice identificativo Mmsi, necessario per attivare l’Ais. «L’installazione di questo sistema non vuole ostacolare il lavoro degli operatori nautici ma, anzi, renderlo possibile e senza restrizioni come invece sarebbe avvenuto con il numero chiuso che si è potuto evitare proprio grazie all’Ais», precisa il presidente Lucio Cacace, che ha condiviso la scelta con il Cda del Parco.

Video

«Ci auguriamo che questo meccanismo rappresenti un valido deterrente contro le elevate velocità sotto costa, in modo da dimostrare anche al ministero che è possibile evitare il numero chiuso - puntualizza Cacace -. Durante la fase di transizione siamo disponibili a supportare gli operatori con la convinzione che questo nuovo disciplinare possa garantire le stesse opportunità e maggiore sostenibilità ambientale e sicurezza». Anche per la fauna tutelata. È il caso del Gabbiano corso che torna ad affacciarsi nella zona di Punta Campanella.

Diversi esemplari sono stati avvistati sull’isolotto di Vetara, sito incontaminato, inaccessibile e zona A, a protezione integrale, dell’Amp. Da tempo non si individuava un gruppo cosi numeroso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA