Massa Lubrense, una panchina rossa contro la violenza di genere

La panchina rossa di Massa Lubrense
La panchina rossa di Massa Lubrense
di Massimiliano D'Esposito
Domenica 26 Marzo 2023, 15:09 - Ultimo agg. 27 Marzo, 09:45
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Una panchina rossa nel borgo dell’Annunziata contro la violenza sulle donne. È l’iniziativa voluta dalla commissione pari opportunità e dall’amministrazione comunale di Massa Lubrense. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta ieri pomeriggio presso il belvedere dell’Annunziata alla presenza dell’artista iraniana Marjan Fajmi.

«È un luogo speciale della nostra città quello scelto per installare questa panchina rossa - sottolineano i componenti della commissione pari opportunità – simbolo del posto occupato da una donna che non c’è più, portata via dalla violenza di chi non accetta il ruolo femminile nella famiglia, nella società, nelle dinamiche economiche, nelle logiche del progresso umano e civile.

Un emblema del lungo cammino verso la sensibilizzazione al drammatico tema del femminicidio viene collocato qui, dove sorgeva l’antica Civitas lubrense, luogo ricco di vicende storiche che spesso hanno visto la nostra città teatro di indicibili barbarie, come l’invasione turca del 13 giugno 1558. Quel tragico giorno tante donne furono violentate, uccise o condotte come schiave negli harem ottomani. La commissione pari opportunità del Comune di Massa Lubrense, con questa panchina rossa, arricchita da una frase che efficacemente sintetizza la lotta ed il riscatto delle donne». 

«Abbiamo voluto inaugurare la panchina rossa all’Annunziata – spiega l’assessore alle pari opportunità, Sonia Bernardo – alla presenza dell’artista iraniana Marjan Fahimi, autrice dell’opera d’arte “La finestra” installata sul monte San Costanzo, un segno del percorso che tutti noi siamo chiamati a compiere per l’eliminazione di ogni forma di violenza contro le donne, di ogni retaggio di discriminazione di genere, di ogni atto che possa ledere la dignità femminile. Soltanto in questo modo potremmo riscattare secoli di angherie e soprusi, ponendo le basi affinchè le giovani generazioni procedano spedite verso il rigetto culturale e sociale di qualsiasi forma di violenza».

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