Melito, il centro estetico fuorilegge nelle case 219: sequestrato

Caccia aperta agli occupanti abusivi di alloggi costruiti con i fondi del dopoterremoto: spazi da liberare

Il centro estetico abusivo sequestrato nelle case del dopoterremoto a Melito
Il centro estetico abusivo sequestrato nelle case del dopoterremoto a Melito
di Giovanni Mauriello
Venerdì 24 Maggio 2024, 12:00
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Lettino, specchi, poltroncine, lampade, tavolini e mobiletti laccati; suppellettili e attrezzatura per curare mani e viso in un accorsato centro estetico frequentato dalle signore del rione con bagno privato interno. Un’attività completamente abusiva scoperta durante un’accurata ispezione della polizia municipale di Melito, nei lotti abitativi del dopoterremoto cittadino, disposta dalla commissione straordinaria del Comune per censire le abitazioni e gli occupanti di quei particolari quartieri, dove in passato sono stati riscontrati fenomeni di abusivismo e illegalità. 

L’indagine concordata con la prefettura, partita lo scorso mese, mira a conoscere chi effettivamente usufruisce degli alloggi e se i residenti siano i legittimi assegnatari, o se, come si suppone al municipio, ci sarebbe un’illegalità diffusa, un mercato di compravendita di abitazioni, con trasformazioni abusive degli ambienti.

Alcune settimane fa, a poca distanza, con l’ausilio dei tecnici di una società elettrica furono scoperti furti di corrente in diversi appartamenti privi di contratti di fornitura. 

L’ingresso del locale adibito alla cura della persona, sottoposto ieri a sequestro, ricavato in un deposito di pertinenza condominiale al primo piano di via Madrid, accanto ad altre abitazioni, era chiuso al momento del blitz. Le chiavi si sono materializzate poco prima che arrivasse una squadra dei vigili del fuoco, pronta a sfondare la porta. All’interno i caschi bianchi e i carabinieri della locale tenenza non hanno trovato clienti. Ma hanno rinvenuto e sequestrato un’agenda con decine di appuntamenti fissati per le prossime sedute. Secondo i primi accertamenti l’attività era gestita da una ragazza di 29 anni, che abita con la famiglia sullo stesso pianerottolo della palazzina censita dalle forze dell’ordine. 

La ricognizione dei poliziotti tiene sotto scacco i rioni dell’ex legge 219, ubicati tra la zona del cimitero e via Colonne. Al quarto piano della stessa scala la polizia municipale, guidata dalla responsabile, poco dopo ha apposto i sigilli ad un’altra abitazione dove era in corso l’allargamento abusivo della quadratura dell’immobile, grazie agli spazi ricavati da un deposito in uso ad altri occupanti, dopo aver sfondato i muri di confine. 

 

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