Terremoto a Napoli e Campi Flegrei, la rabbia del sindaco di Bacoli: «Basta critiche. Aiutateci»

Josi Gerardo Della Ragione si sfoga: per un evento al Nord arrivano subito i fondi. Noi dobbiamo pregare per avere quel che ci spetta

Il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione
Il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione
Paolo Barbutodi Paolo Barbuto
Mercoledì 29 Maggio 2024, 07:33 - Ultimo agg. 30 Maggio, 07:35
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Non gli piace quel che sta accadendo intorno all’emergenza dei Campi Flegrei, e siccome Josi Della Ragione non è uno che le manda a dire, ha lanciato post di sdegno contro chi mette sul banco degli imputati la gente del suo territorio. Classe 1987, sindaco di Bacoli, agguerrito e tenace difensore della sua terra si è chiesto: «C’è chi, alimentando il solito stereotipo verso i napoletani, fa a gara a definirci abusivi, incoscienti ed anche delinquenti... perché quando accade un’emergenza naturale nel nostro territorio, non si attivano processi di solidarietà, ma si parte alla caccia del colpevole?»

Sindaco, ha trovato una risposta alla sua domanda?

«In realtà già la conosco. È il consueto stereotipo sui meridionali che “se la sono cercata” anche quando sono travolti dagli eventi naturali. Ho letto e sentito in queste settimane cose assurde sui Campi Flegrei: in certi racconti, anche di importanti testate, siamo considerati tutti abusivi, tutti matti, tutti delinquenti. Io non ne posso più: ho sempre difeso la mia terra e continuo a farlo, anche a costo di inimicarmi il mondo intero».

Però dovrà ammettere che una percentuale di abusivismo c’è, magari riferita al passato, ma esiste.

«Dunque diventa automatico l’assioma in base al quale, siccome nel passato sono state consentite costruzioni abusive, poi condonate a ripetizione da tanti governi, oggi gli abitanti di questo territorio debbano pagarne le colpe? Ma si rende conto di quanto è assurda questa mentalità?».

Che fa, il paladino nella difesa del Sud?

«Io guardo gli eventi: se nel Nord Italia si verifica un evento naturale che mette in crisi un territorio, il giorno seguente già vengono deliberati stanziamenti per soccorrere quella popolazione in difficoltà. Per i Campi Flegrei c’è stata, fino ad ora, solo la promessa di un possibile finanziamento per gli edifici danneggiati dalle scosse, nessuna certezza sul tavolo, nessun finanziamento deliberato in tempo reale».

Perché?

«La risposta non devo darla io. Attenzione, non voglio passare per il sindaco che piagnucola perché non arrivano i finanziamenti. Io presento una protesta formale affinché tutti i territori di tutta l’Italia vengano trattati nella stessa maniera».

Però adesso c’è un’apertura verso le esigenze dei Campi Flegrei.

«Abbiamo dovuto lottare per ottenere ascolto e promesse. Mi creda, è difficile doversi battere per ottenere quelli che, per tutti gli altri, sono diritti acquisiti».

Sul tavolo c’è anche la questione della pressione antropica: troppe persone in un’area ristretta e altamente sismica.

«Quindi cosa dobbiamo fare? Preparare i bagagli e andare via? Io non so chi possa immaginare di chiedere a un cittadino di abbandonare le proprie radici e trasferirsi altrove solo perché ci sono troppe persone nella terra dov’è nato».

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Ma è una terra che trema, una terra che mette paura.

«È la nostra terra, da sempre. Ha avuto a che fare con il bradisismo da sempre. Invece di aiutarci a rendere più solide le case, a proteggere i nostri beni artistici e archeologici, ci chiedono di andare via».

Il racconto di Bacoli e del Campi Flegrei non le piace. Che racconto vorrebbe?

«Mi piacerebbe che le stesse persone che si accaniscono contro di noi scrivessero, o dicessero in tv che Bacoli ha smantellato decine di abusi e ha recuperato il contatto con il suo mare, che qui stiamo costruendo il primo ospedale di comunità perché non c’era mai stato prima, che abbiamo creato dal nulla una casa della cultura con un teatro, che sono in corso i lavori per il polo nautico comunale, che abbiamo piste ciclabili al Fusaro e a Miseno, che ci sono otto aree giochi per consentire ai bimbi di tutte le frazioni di potersi divertire, che il turismo cresce a ritmi esponenziali con il 233% di posti letto in più negli ultimi tre anni, che abbiamo la differenziata al 93% e per questo riceviamo riconoscimenti a livello nazionale».

Però c’è il maledetto bradisismo che si accanisce su di voi.

«Siamo flegrei, gente tosta che sa avere a che fare con il bradisismo.

Ce l’abbiamo sempre fatta in passato, ce la faremo anche stavolta».

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