Terremoto a Napoli e Campi Flegrei: nessuna risalita del magma, probabili nuove scosse

La velocità del suolo prosegue a sollevarsi a un ritmo di 2 centimetri al mese

Terremoto a Napoli e Campi Flegrei: nessuna risalita del magma, probabili nuove scosse
di Mariagiovanna Capone
Mercoledì 22 Maggio 2024, 07:00 - Ultimo agg. 23 Maggio, 07:24
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Dopo un lunedì di paura per lo sciame sismico più lungo e intenso da 40 anni a questa parte, ieri il bradisismo ai Campi Flegrei ha dato un attimo di tregua. Iniziato alle 19.51 del 20 maggio, mentre scriviamo ancora non è arrivata la comunicazione, obbligatoria, di fine sciame da parte dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Sul portale Gossip dell'Ingv, l'unico canale che ufficializza ogni singolo evento sismico, ne sono presenti ben 427, ma in via preliminare ne sono stati rilevati circa 150 oltre a quello di magnitudo durata massima di 4.4. Di questi, almeno un terzo potrebbe essere cancellato perché Non Determinati (e siglati ND), ma è abbastanza probabile che maggio sarà il mese con più eventi sismici della crisi bradisismica attuale: finora il numero totale è pari a 1.083. La velocità del suolo prosegue a sollevarsi a un ritmo di 2 centimetri al mese, e ciò comporterà sia altri sciami che altri terremoti di magnitudo pari a quelle di lunedì, ma non supereranno il valore 5, poiché nella caldera dei Campi Flegrei non sono presenti faglie di dimensioni tali da innescare un sisma più elevato. I valori dei parametri geochimici non mostrano variazioni significative, e permane il trend di aumento dei flussi e di riscaldamento del sistema idrotermale già noti da alcuni anni. Nessun elemento, insomma, evidenzia risalita di magma o suggerisce significative evoluzioni a breve termine con una possibile eruzione. La conferma arriva anche dal Bollettino settimanale emesso dall'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv. 

Lo sciame sismico 

Mentre scriviamo, le scosse dello sciame sismico iniziato lunedì sera proseguono si stanno diradando e diventano sempre più deboli, ed è probabile che il fenomeno andrà a esaurirsi durante la notte. Per poterlo comunicare, obbligatoriamente, occorrono 3 ore dall'ultimo evento registrato con magnitudo uguale o maggiore di zero. A stabilirlo è il Capitolo 4 della Convenzione tra il Dipartimento della Protezione Civile e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che definisce le Procedure di Comunicazione per la Sorveglianza Vulcanica. Non essendo mutata la velocità di sollevamento, è prevedibile che avverranno altri sciami e altre scosse. «Il valore medio della velocità di sollevamento nell'area di massima deformazione, localizzata alla stazione di Rione Terra, è ancora di circa 20 millimetri al mese. Essendoci una correlazione piuttosto diretta tra l'accumulo di stress nella crosta e l'accadimento di terremoti, è prevedibile che avvengano e avverranno» ha dichiarato al Mattino Mauro di Vito, direttore dell'Osservatorio Vesuviano. «In questo periodo - ha aggiunto - stiamo osservando eventi frequenti e di maggiore magnitudo.

Negli ultimi 40 giorni la deformazione del suolo è stata tale da fare immaginare che la sismicità sarebbe continuata con eventi di magnitudo tali. Si tratta di probabilità, perché è impossibile fare previsioni sui terremoti e sulla possibile evoluzione della situazione. Non ci sono infatti segnali che permettano di capire se e per quanto tempo lo sciame proseguirà, né se a questo sciame sismico potranno seguirne altri, ma vista la deformazione del suolo che sta interessando l'area, è evidente che ci aspettiamo anche altri eventi». 

I nuovi dati a mare 

Tuttavia, non è solo il sollevamento o la sismicità un parametro essenziale per valutare una possibile diversa evoluzione della caldera. Essenziale è la geochimica, che grazie ai sensori presenti nella Solfatara, può essere monitorata in tempo reale. I dati non hanno mostrato variazioni significative, ma «confermano i trend di riscaldamento e pressurizzazione del sistema idrotermale e aumento del flusso di fluidi emessi pari a 4.500 tonnellate di CO2 al giorno nel sistema delle solfatare in località Pisciarelli». Un aumento già noto da alcuni anni e comunicato dall'Osservatorio Vesuviano nei suoi bollettini. Misure geochimiche analoghe sono in corso nel golfo di Bacoli grazie all'implementazione della rete di monitoraggio, attuata proprio nelle ultime settimane.

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«Si tratta di un sistema di monitoraggio delle fumarole in tutta la zona delle Fumose, una zona che si trova vicino a Baia sommersa. Prima queste fumarole sottomarine venivano campionate saltuariamente, invece adesso c'è in campo un sistema automatico di misura e trasmette i dati. Siamo in fase di test, ed è un sistema che si va ad aggiungere a tutto il sistema di monitoraggio a terra e a mare» ha spiegato il geofisico Giovanni Macedonio

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