Terremoto Napoli e Campi Flegrei: niente tasse per gli sfollati

Niente Imu e Tari, stop anche i pagamenti per le occupazioni di suolo. Furto Choc al Rione Terra: rubata la batteria del rilevatore Ingv

Il consiglio comunale di ieri a Pozzuoli
Il consiglio comunale di ieri a Pozzuoli
Paolo Barbutodi Paolo Barbuto
Lunedì 27 Maggio 2024, 23:31 - Ultimo agg. 28 Maggio, 10:00
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A Pozzuoli si cerca di far ripartire la vita, anche se bisogna fare i conti con i danni del sisma che sono ancora in fase di accertamento. Allo stato attuale sono 84 gli edifici sgomberati dopo le verifiche. Sono stati effettuati 996 sopralluoghi su 1371 richieste ricevute. In tutto ci sono 121 famiglie sgomberate per le quali è prevista l’ospitalità in albergo, anche se sono già 21 i nuclei familiari che hanno rifiutato l’offerta.

Ieri c’è stato un consiglio comunale durante il quale tutti, nessuno escluso, hanno deciso di mettere l’emergenza dinanzi all’appartenenza politica e ai contrasti che, abitualmente, si generano tra maggioranza e opposizione. È stato votato all’unanimità un ordine del giorno che contiene misure per andare incontro alle persone colpite dai danni del sisma. Azzerate Imu e Tari per le famiglie sgomberate, sospeso il pagamento dell’occupazione di suolo per gli esercizi economici costretti alla chiusura per i quali sono previsti anche sostegni di tipo economico. Mandato al primo cittadino per chiedere al Governo fondi per l’adeguamento sismico degli edifici pubblici e privati, incentivi per chi intende allontanarsi dal territorio, interventi di rafforzamento delle infrastrutture a cominciare dalle scuole, intensificazione della prevenzione. Alla fine del consiglio, il sindaco Manzoni era entusiasta: «Tutti hanno messo Pozzuoli e il benessere della cittadinanza al primo posto, ringrazio l’intero consiglio comunale per questo esempio di coesione di fronte alle urgenze e alle necessità della nostra città».

Intanto ieri c'è stata indignazione in città. Il timore degli sciacalli ha pervaso Pozzuoli fin dal giorno della grande fuga, lunedì 20 maggio, quando la scossa più potente degli ultimi 40 anni ha squassato la città. Che gli sciacalli potessero accanirsi anche contro gli apparecchi di misurazione del bradisismo, però, nessuno avrebbe osato immaginarlo. E invece è accaduto.

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È stata rubata la batteria di uno degli strumenti più importanti per il controllo del territorio, un’apparecchiatura in grado di rilevare l’innalzamento del suolo, una di quelle alla quale fanno riferimento gli scienziati per comprendere qual è l’evoluzione del bradisismo e quali sono gli eventi tellurici da attendersi.

L’evento risale a venerdì scorso. D’improvviso il segnale del macchinario, un rilevatore collegato a un’antenna che individua in tempo reale anche gli innalzamenti millimetrici del suolo di Pozzuoli, è stato perduto. I dati vengono trasmessi in tempo reale all’Osservatorio Vesuviano e quindi l’allarme è stato immediato: si tratta del rilevatore «Rite», che sta per Rione Terra ed è sistemato, in un’area riservata, all’interno della scuola Marconi.

Qualcuno è riuscito a raggiungere la zona protetta. Evidentemente si trattava di ladri inesperti: non hanno pensato di portar via l’apparecchiatura, che ha un valore di mercato di circa 2.500 euro ma si sono concentrati sulla sola batteria che tiene in vita il segnalatore quando l’alimentazione con pannelli solari non fornisce l’energia necessaria. Quella batteria, nuova, si paga meno di 50 euro. Un furto dal valore economico irrisorio ma dal peso morale immenso: com’è possibile che a Pozzuoli, in questi giorni, qualcuno pensi di mettere fuori uso uno strumento determinante per le verifiche sismiche?

Nel giro di qualche ora l’apparecchiatura è stata rimessa in funzione: il lavoro scientifico non ha avuto gravi momenti di “buio”.

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