Le statue di Dioniso, di Antonina minore e di Ulisse. Mura, strade e antichi mosaici, realizzati proprio all’interno e ai margini della lussuosa villa dell’imperatore Claudio. C'è questo e tanto altro ancora due metri sotto il livello del mare, a pochi passi dalle coste a nord del golfo di Napoli.
Il parco archeologico di Baia sommersa offre ancora ville imperiali, pescherie e magazzini che restituiscono ai visitatori uno spaccato della vita romana di 2.000 anni fa. Ma non solo. Proprio queste imponenti rovine sommerse ricordano quando sia mutevole la terra che caratterizza l’area dei campi flegrei. I fenomeni vulcanici degli ultimi due millenni infatti, hanno notevolmente modificato le linee di costa che oggi risultano notevolmente arretrate rispetto al passato.
Un “viaggio” nel passato però, è ancora possibile grazie all’imbarcazione “Cymba” che mostra ai più curiosi anche le ultime novità della ricerca archeologica subacquea.
«Quest’anno abbiamo avuto un forte incremento delle visite - spiega Nicla Lembo - anche perché si parla sempre più spesso del parco archeologico. Rispetto al passato poi, c’è anche una novità che riguarda una stradina secondaria, da poco rinvenuta e fino a poco tempo fa solo parzialmente visibile. Ma non è tutto. Lungo la via
Herculea, infatti, sono chiaramente visibili i canali di scolo delle acque piovane lungo i margini dei marciapiedi. Poi ci sono le statue posizionate all’interno della sala del ninfeo e tutte quelle stupende murature che costituivano le mura perimetrali del complesso imperiale. La nostra speranza, ovviamente, è che nel prossimo futuro sia possibile accompagnare i turisti in nuovi punti dell’area archeologica che speriamo si ampli con nuove ricerche e campagne di scavo».

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