L'asta del cardinale Sepe: dall'anello all'opera d'arte, raccolti 70mila euro

Martedì 22 Dicembre 2020 di Maria Chiara Aulisio

Sono davvero tanti i doni battuti all'asta di beneficenza, ieri pomeriggio, nel salone di rappresentanza del Palazzo arcivescovile a largo Donnaregina, organizzata - come vuole la tradizione di Natale - dal cardinale Crescenzio Sepe. In totale, tra vendita e offerte, sono stati raccolti circa 70mila euro grazie anche al generoso contributo della Grimaldi che ha acquistato il quadro di San Gennaro realizzato da Lello Esposito e donato dal sindaco mentre resta invenduto il regalo offerto da De Luca. Niente auditorium Rai quest'anno, e niente attori, cantanti e intrattenitori, ma una kermesse più sobria, animata da Peppe Iodice e Brunella Chiozzini, nel rispetto delle norme anti Covid, che l'arcivescovo ha voluto organizzare ugualmente dopo averci riflettuto a lungo.

«Sono stato indeciso fino all'ultimo - aveva detto alla conferenza di presentazione dell'evento - poi ho pensato ai tanti bambini che soffrono, ricoverati negli ospedali, costretti a vivere situazioni di grave indigenza familiare perché il virus, che ancora si va diffondendo paurosamente, ha creato nuove povertà dalle quali è difficile venirne fuori». Da qui la scelta del vescovo di andare avanti nonostante le difficoltà dovute alla pandemia: «Non possiamo e non dobbiamo fermarci e arrenderci. La nostra formazione cristiana ci obbliga a proseguire, a guardare lontano, ad aprire il cuore alla speranza del nuovo giorno che verrà, facendo prevalere la responsabilità di agire e reagire».

Non solo i doni di Papa Francesco - tra cui due natività in madreperla e un presepe di fattura messicana venduti a circa mille euro a pezzo - ma anche quelli del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - un servizio in fine porcellana e un set di vasi cinesi - della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha donato una coppia di coppe in cristallo, del prefetto di Napoli, Marco Valentini - un pastore dell'artigiano Di Virgilio. Tra gli altri anche i regali del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Tanti i doni offerti per l'asta pure dal cardinale Crescenzio Sepe fra cui vari pezzi d'argenteria, ma anche oggetti personali. Su tutti un anello in oro e pietre preziose e due antichi orologi. 

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Il ricavato consentirà di finanziare progetti da realizzare in una delle strutture ospedaliere pediatriche della città e, insieme, sostenere la Casa di Tonia. Una struttura di oltre 2.500 metri quadrati, nata nel 2010 per volontà di Crescenzio Sepe. «Un luogo socio educativo residenziale aperto a donne di qualunque nazionalità, religione e provenienza sociale, che si trovano in condizioni di povertà. - dicono i coordinatori della Casa - Un centro di solidarietà attivo 365 giorni l'anno». Nelle edizioni precedenti l'asta è arrivata a raccogliere cifre andate ben oltre i 100mila euro. Risorse in alcuni casi perfino superiori rispetto all'entità economica necessaria alla realizzazione dei progetti stabiliti. E infatti, proprio con quanto rimasto dall'asta del Natale 2019, nel corso della prima ondata del Covid sono stati donati - lo scorso marzo - due ecografi al Cotugno e due pulmini: uno al centro Nemo del Monaldi e uno all'ospedale pediatrico Santobono che ha beneficiato delle risorse anche per realizzare un impianto di videochiamata che consente ai bimbi e alle famiglie di parlarsi a distanza. Il progetto si chiama Mai più soli: dieci telecamere posizionate all'interno di culle e incubatrici dei piccoli ricoverati che, lontani dai genitori a causa dell'emergenza Covid, possono continuare a essere monitorati attraverso il sistema ad orari prestabiliti. Proprio in questa nuova fase di emergenza l'ospedale pediatrico ha attivato 16 posti letto per i bimbi positivi al virus. Di questi 14 al Santobono, 2 al Pausilipon. Due sono i posti dedicati alla terapia intensiva, altri due in sub intensiva, mentre si sta lavorando per ampliare l'accoglienza, in caso di necessità.

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