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Barche, boom di richieste a Napoli ma mancano gli ormeggi: «Ne servono almeno 600»

Lunedì 27 Giugno 2022 di Antonino Pane
Barche, boom di richieste a Napoli ma mancano gli ormeggi: «Ne servono almeno 600»

La barca? La vorrei. Il Covid, la scelta di isolarsi, la necessità di evitare spiagge sempre più affollate ha fatto riscoprire la voglia della barca. In tanti si avvicinano al settore, ma solo pochi completano l'acquisto. Prezzi troppo alti? Per Afina, l'Associazione della filiera nautica, assolutamente no. A bloccare le vendite è la difficoltà a reperire un posto barca, un ormeggio sicuro e regolare. E allora? Ci vuole un porto turistico e, forse, anche più di uno, perché è diventato assolutamente inconcepibile per una città di mare non avere una struttura adeguata. E basta fare un giro sul lungomare, dove spunta lo scheletro arrugginito di pontile Saint Tropez, un molo abbandonato da anni e in attesa di un rilancio solo annunciato.

«Abbiamo incontrato ad aprile, il sindaco Manfredi - dice Gennaro Amato, presidente di Afina - al quale abbiamo spiegato l'emergenza dei posti barca per il diportismo nautico e il rischio di riduzione dell'attività produttiva d'imbarcazioni tra i 5 e 15 metri che vede la nostra città metropolitana protagonista del comparto in Italia. A quell'incontro, estremamente positivo, durante il quale il Sindaco prese atto che ogni 10 barche prodotte solo 5 trovano ormeggio, presentammo un primo progetto di risoluzione del problema con un intervento al porto turistico di Mergellina per un ampliamento dell'attuale marina e soprattutto l'ammodernamento dei servizi. Il nostro consulente, l'ingegnere Morcone, autore anche del progetto attuato del Marina di Procida, aveva anche previsto nel prospetto il recupero della spiaggia dei pescatori, il restyling della linea di terra e la protezione della diga foranea borbonica attualmente a rischio corrosione e sbriciolamento. La condivisione con il sindaco Manfredi del progetto, in maniera embrionale, ci ha consentito di proseguire la verifica di fattibilità. Anche il presidente dell'Autorità Portuale Andrea Annunziata, incontrato nello scorso mese, ha riconosciuto nel progetto una valida d'intervento poco invasiva e di facile attuazione, sostenendone l'attuazione realizzativa Ora avremo, a breve, un incontro con il Sindaco e altri Enti preposti all'approvazione del progetto che potrebbe regalare a Napoli almeno 600/700 posti barca».  

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Una materia seguita con attenzione anche dall'Autorità di sistema portuale. «Nel nostro DPSS (Documento di pianificazione strategica) approvato nel 2021 dalla conferenza nazionale dei Presidenti delle AdSP italiane, presieduta dal Ministro Giovannini, la cantieristica (specialmente per il diporto) ha avuto grande attenzione ed ulteriori spazi operativi, ovviamente senza nulla togliere ai container, alle crociere ai traghetti e agli aliscafi. Solo con una maggiore razionalizzazione degli spazi oltre a pensare di portare a termine una questione che va avanti da vent'anni: la Nuova Darsena di Levante. È evidente, allora, che siamo pronti a fare quanto di nostra competenza per risolvere il problema degli ormeggi». Afina ha affidato all'economista Gianni Lepre uno studio sulla materia. «Mancano all'appello - ha detto Lepre - circa 600 posti barca, ciò significa 300 milioni di mancate commesse; 6 milioni di mancati incassi per rimessaggio; 8 milioni il danno per la carenza di ormeggi e 11 milioni di euro di mancati incassi sull'indotto. Tutti danari sottratti alla città». Lepre ha poi continuato: «Drammatici sono anche i numeri che riguardano l'occupazione. Sono 6mila i posti di lavoro persi per mancate commesse legate ai posti barca; 100 invece i posti derivanti dalla filiera, ed un altro centinaio quelli relativi al personale di bordo, per un totale complessivo di oltre 6.300 posti di lavoro bruciati, insieme a 126 milioni di mancate retribuzioni. Numeri importanti per la città. Occorre un razionale utilizzo dei fondi del Pnrr in modo da colmare dei gap e permettere alla filiera nautica di svolgere il suo ruolo». 

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