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Biblioteca Nazionale di Napoli, Cgil e Cisl: no allo spostamento della biblioteca

Giovedì 23 Giugno 2022
Biblioteca Nazionale di Napoli, Cgil e Cisl: no allo spostamento della biblioteca

«La decisione presa dal ministro Franceschini di trasferire la Biblioteca Nazionale di Napoli a palazzo Fuga ci preoccupa, sia sul piano del metodo che nel merito. Sul versante metodologico, viene assunta in assoluta solitudine e senza neanche un minimo di confronto con le parti sociali, che avrebbero, e possono, illustrare al responsabile del Ministero i motivi che renderebbero inopportuno il provvedimento. Ma c’è anche e soprattutto una questione di merito, che va aldilà della collocazione geografica, e riguarda direttamente il funzionamento della struttura, alle prese con carenze ataviche di personale come tanti altri siti culturali di Napoli». Luigi D’Emilio, leader della Cisl funzione pubblica dell’area metropolitana, spiega i tanti «perché» alla base del «no» del sindacato. «Intanto – dice – il recupero del Real Albergo dei Poveri, progetto condiviso e sicuramente importante per dare ulteriore lustro a Napoli, è di là da venire e sicuramente ha bisogno di tempi che potrebbero anche essere biblici. A parte questo, lo spostamento della Biblioteca dal Plebiscito a Carlo III spezzerebbe la consolidata identità che ha reso indivisibile la struttura e il posto in cui si trova da tanti anni. Palazzo Reale è anche e soprattutto la Biblioteca Nazionale, per la cui crescita ed autorevolezza si sono battuti i più illustri esponenti della cultura partenopea e meridionale».

D’Emilio lancia la proposta secondo lui ottimale. «Perché non utilizzare le risorse disponibili – aggiunge il segretario generale – pari a circa 100 milioni di euro per colmare la netta carenza di personale del «Mic» attraverso un piano occupazionale mirato ad arginare la forte emorragia di risorse umane dovute ai numerosi pensionamenti degli ultimi anni nella Pubblica Amministrazione? Rendere più funzionali e con servizi maggiori e migliori gli istituti di cultura rappresenterebbe una risposta vera alle attese non solo dei cittadini e degli studenti che frequentano la biblioteca, ma anche a quelle dei tantissimi turisti che ogni anno scelgono Napoli per il suo immenso e straordinario patrimonio culturale, per il quale il ministro Franceschini più volte ha manifestato impegno ed attenzione di cui gli siamo grati».

 

Il trasferimento della Biblioteca nazionale da Palazzo Reale a Palazzo Fuga – sostengono il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci e Rosanna Ferreri, segretaria Fp Cgil Napoli e Campania – è frutto di una volontà politica tutta proiettata all’investimento economico delle sale liberate e non alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Una cecità politica che svalorizza un patrimonio inestimabile per fini puramente di marketing. Un progetto in cui non si fa nessun riferimento su come far funzionare al meglio la Biblioteca, soprattutto dal punto di vista delle risorse umane. A fine 2019 – denunciano Cgil e Fp Cgil – i dipendenti della Biblioteca nazionale erano 131 mentre oggi, in seguito anche ai pensionamenti, sono soltanto 73 con un’ulteriore perdita durante l’anno che non consentirà di garantire i servizi minimi all’utenza. A fronte di questa penuria di personale è previsto per luglio l’ingresso di 8 nuovi assunti. Riteniamo che i numeri già esigui al momento, lo saranno ancora di più nel nuovo, eventuale, contesto. Auspichiamo fermamente una seria attenzione a come far funzionare l’esistente piuttosto che avviare progetti che poco hanno a che fare con l’investimento nella nostra città per rilanciare le nostre strutture culturali e garantire occupazione. Non è più rinviabile una vera e strutturata campagna di assunzioni che possa dare respiro alla Biblioteca Nazionale e più in generale al settore delle biblioteche che sono da anni in sofferenza, come già sta avvenendo alla Biblioteca dei Girolamini e alla Biblioteca Universitaria di Napoli».

«Ci auguriamo – concludono Ricci e Ferreri - un ripensamento da parte della politica affinché possa continuare ad essere garantita un’offerta culturale per la nostra città, con un incremento di personale che possa consentire l'apertura di tutte le sezioni della Biblioteca, chiuse per mancanza di personale, utilizzando al meglio le risorse del Pnrr. Chiediamo al ministro Dario Franceschini di dare maggiore ascolto alle voci che si levano dalla città, aprendo un confronto serio con le organizzazioni sindacali».

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