Napoli, bipiani in amianto di Ponticelli: i residenti chiedono l'atto per il diritto all'alloggio

Giovedì 1 Luglio 2021 di Alessandro Bottone
Napoli, bipiani in amianto di Ponticelli: i residenti chiedono l'atto per il diritto all'alloggio

A quasi due mesi dalle diffide di sgombero i residenti nel “campo bipiani” di Ponticelli, nella zona orientale di Napoli, hanno poche certezze sul proprio futuro. Gli alloggi in amianto di via Isidoro Fuortes, realizzati nel periodo post-terremoto del 1980, dovranno essere bonificati e abbattuti attraverso le risorse del 'Piano strategico' della Città Metropolitana. Il nodo da sciogliere è quello relativo al trasferimento delle famiglie che vivono nell'amianto da tantissimi anni.

A maggio il Comune di Napoli, proprietario dei prefabbricati, ha diffidato gli occupanti a lasciare liberi di alloggi da persone e cose: un passaggio formale e necessario a far proseguire l'iter per gli interventi previsti. Dopo le proteste dei residenti l'amministrazione comunale ha chiarito che nessuno degli occupanti sarebbe stato messo in strada. Come soluzioni alla ricollocazione di oltre trecento persone gli esponenti della giunta hanno individuato venti beni confiscati alla camorra e i moduli abitativi temporanei che saranno posizionati a Secondigliano, zona nord di Napoli, nei prossimi mesi.

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Dopo diversi incontri i residenti hanno sollecitato il Comune di Napoli affinché si trovi una soluzione definitiva alla questione. «Il comitato, pur in presenza di ben quattro censimenti, ha accolto la vostra richiesta di realizzare un proprio censimento con le relative disponibilità per ricollocazioni fuori municipalità» ha scritto il portavoce Patrizio Gragnano al sindaco Luigi de Magistris e agli assessori comunali competenti. «In due anni e mezzo - si legge nella nota odierna del comitato - non si è riusciti a valutare nessuna delle quattro proposte formalizzate dal comitato per la ricollocazione dei residenti, nessun criterio di assegnazione o scala di priorità è stato individuato e non sì é ancora pervenuti ad una delibera che riconosca il diritto al alloggio». In particolare, il comitato chiede «l'approvazione di una delibera di giunta che, vista la straordinarietà e la situazione di emergenza sanitaria in cui versa il campo bipiani di Ponticelli, riconosca i diritto al alloggio per tutti coloro che risiedono nel campo prima del 30 ottobre 2016».

«Ho contribuito io stessa a compilare l’auto-censimento che ci era stato richiesto con la speranza che, con quest’atto di “intrattenimento”, ci saremmo poi rivisti per concretizzare le delibere ed ottenere il nostro status di aventi diritto all’abitazione» spiega Xhesika Kolici, residente nei bipiani da ventitrè anni, che sottolinea: «Quello che so è che per i dirigenti, per via degli errori decennali dell’amministrazione e della volontaria sepoltura della questione Bipiani in tutti questi anni, noi siamo dei fantasmi. Vale a dire per loro non esistiamo nonostante tutto: la residenza e tutte le normali certificazioni della nostra vita quotidiana e cittadina». La residente specifica di aver contattato Borriello, l'assessore comunale con delega alle Politiche della casa. «Mi ha riferito che dovrebbe esserci prossimo incontro col comitato la settimana prossima: mi auguro che sia così e che abbiano provveduto in questo mese alla semplice attuazione delle delibere che è il primo atto concreto che abbiamo richiesto e che la legge consente di fare» dice Xhesika.

A preoccupare sono i tempi. Sulle diffide consegnate ai residenti è specificato che il termine inderogabile per l'avvio della bonifica dei bipiani è il prossimo 30 luglio «pena la revoca automatica del finanziamento». Intanto si continua a vivere tra degrado e pericoli: fili elettrici penzolanti, umidità negli alloggi e soprattutto l’amianto con cui sono stati realizzati i container. «Al momento mi risulta che una sola famiglia si sia trasferita fuori Napoli: non so se il trasferimento fosse già previsto prima dell’arrivo della notifica» spiega ancora Xhesika che segue la questione affinché ci sia un destino migliore per lei e per centinaia di altri residenti dei bipiani di Napoli Est.

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