Bomba in pizzeria da Sorbillo, silenzi e rabbia ai Tribunali: «Ma non ci arrenderemo»

di Paolo Barbuto

Le due donne dietro alla bancarella di oggettini per i turisti si guardano stupite, sgranano gli occhi come se avessero ascoltato qualcosa di incredibile, assurdo, inconcepibile: «Paura ai Tribunali? Camorra? Ma voi davvero fate? Ma che state dicendo? No, guardate, vi state sbagliando, qua si sta una bellezza. Non c'è niente di quello che state dicendo». Trenta metri più avanti c'è un capannello di poliziotti davanti alla pizzeria di Sorbillo dove è esplosa la bomba, le donne sembrano attonite: «Ma davvero è scoppiata una bomba? No, noi sapevamo niente, ce l'hanno detto i passanti...».

Di fronte all'esplosione che ha scosso i muri e le coscienze dei Tribunali c'è una parte di popolazione che preferisce voltarsi dall'altra parte. Non v'aspettate parole di condanna ché non tutti possono fare gli eroi e non è facile lanciare anatemi ai camorristi se poi ogni mattina scendi sul loro stesso territorio oppure alzi la saracinesca al centro di una delle loro strade: «Ma che volete? No, no, per piacere, uscite da qui dentro e non vi permettete di mettere la mia fotografia sul giornale, e nemmeno quella dell'insegna del negozio. Io di questa storia non so niente e non voglio sapere niente», il commerciante ha la sua attività a dieci passi dalla pizzeria di Sorbillo. Potrebbe approfittare per dire, almeno, una parola di solidarietà. Invece urla e scaccia chi vuol sentire la sua voce.
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Giovedì 17 Gennaio 2019, 10:30
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COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2019-01-17 14:28:01
Il sereno tornerà solo con la completa eliminazione di quelli che operano e cooperano con la camorra e le altre organizzazioni criminali organizzate.

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