«La boxe sport salva-giovani», dal Messico premio per Napoli

Venerdì 15 Ottobre 2021 di Gianluca Agata
«La boxe sport salva-giovani», dal Messico premio per Napoli

Tyson Fury pochi giorni fa alzava al cielo la cintura dei massimi della Wbc, la World Boxing Council, tra le sigle più prestigiose del pugilato mondiale. Lino Silvestri quella cintura l'ha sognata da piccolo guardando i grandi match di boxe in televisione e danzando sul ring alla ricerca di quelle combinazioni destro-sinistro che fanno di un pugile una eccellenza mondiale. Oggi quella cintura con tutto il suo carico di storia è incorniciata nella sua palestra dei Ventaglieri, a Montesanto. Consegnata direttamente dal presidente della Combox Città del Messico Ciro Nucci, come omaggio per l'impegno sportivo e sociale dimostrato nel corso degli anni e per la città di Napoli. 

«Venticinque anni di ragazzi che sono saliti sul ring, strappandoli alla strada, diventando un punto di riferimento per il quartiere e non solo. Da venticinque anni abbiamo il polso dei territori, abbiamo parlato con le famiglie, le scuole, gli assistenti sociali per fare del pugilato uno sport di riscatto sociale». È la storia di Lino, figlio di Geppino Silvestri cui è intitolato uno dei memorial più sentiti del pugilato napoletano. «Sapere che il nostro impegno, grazie anche al lavoro di comunicazione che svolgiamo da anni - continua il maestro napoletano - viene riconosciuto oltreoceano è motivo di orgoglio e ci dà ulteriore slancio per ripartire dopo anni difficili. Abbiamo un gruppo di giovani pugili pronti a crescere e a regalare ulteriori soddisfazioni alla Napoliboxe». 

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La cintura, una riproduzione ufficiale di quelle consegnate ai campioni del mondo è stata consegnata nel corso di una cerimonia ufficiale che ha visto la presenza dell'assessore regionale alla formazione Armida Filippelli, del consigliere comunale di Napoli Pasquale Esposito, del delegato Coni di Napoli Agostino Felsani e del campione d'Europa Ciro De Leva. Storie, tante storie, ma anche un appello al nuovo sindaco Gaetano Manfredi. «Noi come Napoliboxe ma tutte le palestre napoletane si sono sentite abbandonate dai politici, De Magistris in testa. Si fanno solo chiacchiere ma nulla per i ragazzi in difficoltà. Non chiediamo né soldi, né aiuti particolari, ma solo una sinergia per poter permettere di non lasciare soli questi ragazzi. Spesso ci vengono portati da assistenti sociali oberati di lavoro cui interessano poco i nostri risultati e così finita l'attività di palestra tornano in ambienti dove ci sono famiglie sfasciate, criminalità dietro l'angolo e quanto di più negativo ci può essere per un ragazzo. Da noi vengono ragazzi dei Quartieri Spagnoli, della Sanità, di tutti i quartieri di Napoli e siamo pronti ad accoglierli per offrire loro una via di uscita».

Tra amatori, bambini, ragazzi, sono oltre 140 i tesserati della Napoli Boxe. E questo riconoscimento è per «l'attività meritoria che svolge la Napoliboxe su un territorio difficile da oltre 25 anni. Conosco Lino perché sono stato allievo del padre, Geppino, negli anni '50 - racconta Ciro Nucci - e vedo che la tradizione di famiglia è proseguita nel modo migliore, con un impegno quotidiano per la promozione del pugilato. Per me, che sono napoletano ma vivo da anni in Messico, è un piacere poter creare questo collegamento con la mia città natale e sono a disposizione per dare ai ragazzi della Napoliboxe un'opportunità oltreoceano qualora ci fossero talenti che possano essere interessati a una carriera professionistica sui ring più importanti d'America. Ma non dobbiamo mai dimenticare che il pugilato si fa per dare spazio ai valori dello sport e non per un ritorno economico, come Lino Silvestri e la Napoliboxe fanno da anni».

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