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Scuole aperte in Campania, manca il piano trasporti: «Non ci sono autisti per aumentare le corse»

Sabato 28 Agosto 2021 di Paolo Barbuto
Scuole aperte in Campania, manca il piano trasporti: «Non ci sono autisti per aumentare le corse»

Si avvicinano i giorni in cui le città rinasceranno dopo la sosta estiva e ripartiranno a pieno ritmo (si spera), senza più le poderose limitazioni sanitarie che da marzo 2020 hanno accerchiato le nostre vite. Ricominceranno soprattutto le scuole in presenza, senza più l’odiatissima “dad”, questo significa che, a partire dalla metà di settembre il caos determinato dal movimento scolastico produrrà i suoi nefasti effetti sulle città. 

In tutt’Italia l’organizzazione sul fronte dei trasporti e della viabilità è partita da tempo, a Napoli invece prenderà il via, se tutto andrà bene, a partire da dopodomani, lunedì 30 agosto, giusto quindici giorni prima del caos-traffico annunciato, con un tavolo organizzativo convocato a Palazzo San Giacomo dal neoassessore ai trasporti e alla viabilità Enrico Panini.

Se sul fronte della viabilità non c’è ancora nessuna programmazione (i vigili hanno promesso uno sciopero in caso di ulteriori ritardi organizzativi), per quel che riguarda i trasporti c’è il nulla: per carità, in Anm giurano che partirà sicuramente un’altra volta il progetto “Anm for school”, ma siccome con ci sono ancora dettagli sugli orari d’ingresso e sulle modalità di accesso dei ragazzi in classe, anche quel progetto resta bloccato, pronto a partire, ma bloccato. 

Il potenziamento annunciato dei bus, con la realizzazione delle linee dedicate alla scuola potrebbe, però, portare a un ulteriore deficit di servizi in altre aree della città. Lo spiega compiutamente Adolfo Vallini, sindacalista Usb e autista: «Potenziare significa offrire un servizio supplementare rispetto a quello abituale. Per potenziare, dunque, occorre mettere in campo un numero di addetti superiore rispetto a quello normale, significa, cioè, assumere qualcuno. Invece Anm non ha alle viste assunzioni: vuol dire che per aggiungere le linee dedicate alla scuola, bisognerà cancellare o ridimensionare altre linee in città». 

Una versione moderna e triste del concetto di “nozze coi fichi secchi” tanto caro all’immensa Matilde Serao.

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L’anno scorso le linee per gli studenti (ma non solo) vennero assegnate anche ad aziende private: bus gran turismo presi in fitto, autista compreso, per supplire alle limitazioni di capienza imposte dalle norme sanitarie. In primavera il massimo del riempimento era il 50%, oggi siamo all’80, augurandoci di restare ancora a lungo in zona bianca.

Anche in questo settembre, però, si farà ricorso ai bus privati. Anm ha in corso un bando da 400mila euro per cedere sei linee suburbane al miglior offerente: si tratta dei bus che vanno verso la provincia. Forse gli autisti “risparmiati” su quelle linee potranno essere sfruttati per il potenziamento del servizio scuole, ma comunque sarebbero inadeguati perché “Anm for school” prevede (almeno lo prevedeva finché ha funzionato) la creazione di 11 linee con 40 bus aggiuntivi in servizio. Insomma, i conti non tornano, sia per questione di uomini e mezzi a disposizione, sia per questione di spazi all’interno dei bus.

Qui la vicenda diventa complessa perché, ovviamente, gestire una capienza all’80% è difficile, se non impossibile: le persone “incollate” l’una all’altra dentro i vagoni della metropolitana ne sono una testimonianza plateale. 

Gli autisti spiegano che l’ultima esperienza con i bus dedicati agli studenti è stata difficile da gestire «innanzitutto perché le linee dedicate alla scuola sono aperte anche ai viaggiatori abituali, non solo agli studenti - spiega Vallini del sindacato Usb - poi perché in certi orari c’è l’assalto al bus e le regole sul distanziamento impongono di non effettuare fermate se la capienza è già al massimo». Il risultato è che uno studente che ha deciso di affidarsi ad “Anm for school” corre il rischio di vedersi sfilare davanti il bus che non effettua lo stop alla fermata perché è già al massimo della capienza: «Sapeste quanti ragazzi sono arrivati a scuola in ritardo l’anno scorso per questo motivo», sorride con amarezza Vallini.

Le difficoltà e le incertezze collegate al trasporto pubblico potrebbero continuare a convincere (come già accaduto in tutta l’epoca Covid) i genitori a mettersi in auto per portare i ragazzi a scuola. È proprio questa evenienza che invita a pensare che, a partire dal 15 di settembre, a Napoli ci sarà caos nella viabilità: i vigili che ne sono consapevoli hanno annunciato che se non ci sarà programmazione adeguata scenderanno in sciopero, il Comune promette programmazione solo a partire da lunedì prossimo, Anm non sa ancora quali e quante linee attivare: a due settimane dal via ufficiale della scuola il quadro è ancora piuttosto sbiadito e preoccupante. 

Ultimo aggiornamento: 29 Agosto, 08:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA