Campania zona rossa, niente fuochi a Capodanno: luci solo sui monumenti

Lunedì 30 Novembre 2020 di Valerio Esca

Niente fuochi d'artificio a Capodanno e per il Natale non ci saranno le classiche luminarie nelle strade della città. Saranno delle festività low profile, quelle che si stanno avvicinando, visto il momento drammatico che molte famiglie stanno vivendo a causa del Covid. I festoni che sono abituati a vedere i cittadini nel periodo natalizio saranno sostituti da luminare sui principali monumenti di Napoli e alcuni palazzi simbolo, circa una decina, e in alcuni punti delle periferie, circa quattordici luoghi. Ci sarà poi il colpo d'occhio in piazza del Plebiscito, grazie al contributo di Confesercenti (con l'ausilio di un gruppo di artigiani campani che si occupano di luminarie in tutta Italia), che donerà un albero di Natale di quattordici metri. L'ok della Sovrintendenza è arrivato venerdì.

Dopo il bando della Camera di Commercio per le luminarie da 1,5 milioni di euro, andato deserto, Palazzo San Giacomo ha deciso di partire con un progetto tutto nuovo. Sul piatto ci sono circa 250mila euro, provenienti dalla tassa di soggiorno, ma il Comune ne utilizzerà 70mila. Gli altri si cercherà un modo per utilizzarli per eventi culturali coinvolgendo il mondo dell'associazionismo. Non si potranno donare in beneficenza, questa era l'idea iniziale, in quanto la tassa di soggiorno è una tassa di scopo. In sostanza, senza l'etichetta di «eventi di promozione culturale» quei fondi non sono utilizzabili. Tutto chiaramente passerà per l'approvazione del bilancio di previsione, con l'assemblea cittadina che dovrebbe riunirsi tra una decina di giorni. La discussione in giunta è stata serrata e non tutti sono stati d'accordo con l'idea di non illuminare tutte le strade della città. Ma Napoli non sarà l'unica città d'Italia ad organizzare un Natale in toni minori. A metà della prossima settimana dovrebbe essere pubblicato un comunicato congiunto dei Comuni dei principali capoluoghi del Paese, che hanno deciso di evitare sfarzi inutili senza però rinunciare alle luci natalizie. 

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I fasci di luce saranno visibili sul Maschio Angioino, al Museo Pan, in piazza Trieste e Trento, a piazza Vanvitelli, piazza Del Gesù, probabilmente dal lato della chiesa, e su un palazzo di via Duomo, o il Filangieri o sulla Cattedrale metropolitana Santa Maria Assunta, ma bisognerà ottenere il semaforo verde della Sovrintendenza. A Castel dell'Ovo invece verrà installata un'opera artistica di altra natura, chiaramente sempre natalizia e luminosa, grazie alla sponsorizzazione di Voiello. L'opera rientrerà comunque nel progetto complessivo del Municipio. Nelle periferie, tra i quattordici luoghi che il Comune avrebbe per il momento individuato, ci sono la chiesa di San Giorgio a Pianura, la chiesa di Miano, piazza Nazareth a Chiaiano, la basilica santuario di Santa Maria della Neve a Ponticelli. La chiesa era considerata la più importante del comune di Ponticelli prima che questo divenisse parte integrante del capoluogo campano. Ma verranno coinvolti anche i quartieri di San Giovanni, Scampia e Secondigliano. Insomma si cercherà di arrivare un po' ovunque nelle periferie. In piazza del Plebiscito invece arriverà un albero di Natale alto quattordici metri, regalato da Confesercenti: «Donare alla città di Napoli un albero di Natale illuminato significa coltivare la speranza di rialzare la testa quanto prima - spiega Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Campania - La nostra associazione è da sempre vicina alle imprese e ai cittadini: con questo gesto le nostre aziende hanno voluto mostrare vicinanza alla città nonostante le loro enormi difficoltà. L'albero rappresenterà il Natale ma anche la luce in fondo al tunnel della crisi economica che ha causato questo maledetto Covid-19. Un simbolo della rinascita, economica e sociale, di Napoli in uno dei suoi luoghi più rappresentativi». 

 

Nella notte di San Silvestro il Comune non organizzerà i consueti fuochi d'artificio da Castel dell'Ovo per dire addio all'anno vecchio e salutare l'avvento del nuovo. Così come chiaramente non ci sarà alcun concertone in piazza, tantomeno i consueti cinque palchi sul lungomare di Napoli, niente maxi-discoteca a cielo aperto e orde di turisti e napoletani a festeggiare tutta la notte. Si sta immaginando qualche evento, ma chiaramente senza pubblico, eventualmente da trasmettere in tv, ma è prematuro parlarne. Qualsiasi iniziativa è subordinata al via libera del documento contabile di Palazzo San Giacomo, da parte del Consiglio comunale. Senza bilancio non si cantano messe.

Ultimo aggiornamento: 18:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA