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Centro direzionale di Napoli: «Verde, metro e garage per rilanciare la City»

Martedì 20 Settembre 2022 di Dario De Martino
Centro direzionale di Napoli: «Verde, metro e garage per rilanciare la City»

«Con la nuova linea della metropolitana e il piano di riqualificazione dobbiamo pensare ad un Centro direzionale totalmente nuovo. Potrebbe essere un grande volano di sviluppo per l'intera città». Ne sono convinti Massimo Pepe e Nino Simeone. Tutti e due consiglieri comunali nella maggioranza del sindaco Gaetano Manfredi: il primo presidente della commissione Urbanistica, il secondo alla guida della commissione Trasporti. In queste vesti hanno partecipato al workshop organizzato dalla Federico II con il patrocinio del Comune sull'area est e il Centro direzionale. I due presidenti di commissione sono pronti a portare, già dalle prossime settimane, all'attenzione delle rispettive assemblee il tema dello sviluppo del Centro direzionale. Inizierà prima la commissione Urbanistica che esaminerà tutti i progetti pronti ad essere messi in campo per l'area, compreso quello della tanto discussa cittadella della Regione voluta dal governatore Vincenzo De Luca.

Per l'esame del caso da parte della commissione sarà molto importante quanto emerso dal workshop organizzato dall'ateneo federiciano. «Ciò che è emerso dal workshop, e ciò che abbiamo in mente di realizzare, è di costruire una nuova realtà. Bisogna dimenticare il Centro direzionale fatto soltanto di uffici. Bisogna cambiare la vocazione del quartiere», spiega Massimo Pepe. Per poterlo fare è necessario eliminare il vincolo di destinazione d'uso agli edifici che già ci sono così che possano non ospitare più solo funzioni direzionali e terziarie, ma anche commerciale e tanto altro. «È quello il primo passo - conferma Pepe - poi starà a noi creare una realtà attrattiva per costruire un nuovo Centro. Sicuramente l'apertura della metropolitana sarà fondamentale in questo senso, così come la riqualificazione dei garage e la creazione di un polmone verde nella parte antistante al centro direzionale». Ma per il presidente della commissione Urbanistica non si può parlare di «spostare la movida». «Bisogna - spiega - creare le condizioni affinché commercianti e imprenditori abbiano interesse ad investire lì. Così la zona diventerà naturalmente attrattiva e potremo immaginare un Centro con bar, locali, ristoranti ma anche palestre, scuole ed asili». Un cambiamento radicale che «porterebbe ad una riqualificazione anche dell'area del Vasto, della stazione e dell'intera area Est». 

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Per quanto riguarda il progetto della cittadella della Regione immaginata dal governatore Vincenzo De Luca, Pepe annuncia: «Dalla prossima settimana la commissione da me presieduta inizierà alcune riunioni per discutere a 360 gradi del Centro direzionale e del suo sviluppo. Esamineremo tutti i progetti e non è escluso che, in una delle prossime riunioni, potremo invitare anche la Regione per analizzare bene le proposte in campo». Proprio sul tema della cittadella regionale, Nino Simeone, capogruppo in consiglio comunale della compagine deluchiana Napoli libera, spera in un ragionamento condiviso tra Palazzo San Giacomo e Palazzo Santa Lucia. «Da consigliere comunale - spiega Simeone - farò sempre gli interessi della città. E sono convinto che anche il presidente De Luca abbia lo stesso obiettivo. Per questo mi auguro che Regione e Comune possano fare sintesi per sviluppare sia il progetto della cittadella regionale che la rigenerazione urbana del Centro direzionale senza che l'uno si contrapponga con l'altro». Da presidente della commissione Mobilità, però, Simeone attende con ansia l'apertura della metropolitana: «Indipendentemente dalla rigenerazione urbanistica dell'area, credo che l'impatto che avrà l'apertura della stazione sarà enorme. Il traffico che ogni giorno si crea all'uscita del corso Malta della tangenziale potrebbe diventare un ricordo perché in molti finalmente potranno andare al Centro direzionale senza dover prendere l'auto». Guardando al futuro sviluppo della city, però, Simeone aggiunge: «Sarà il vero volano per poter immaginare un nuovo centro direzionale. Anche perché, con l'arrivo dei nuovi treni, la stazione, così come le altre, potrà avere tempi di attesa europei ed essere aperta anche fino a tarda sera. Così l'area diventerà appetibile per imprenditori e commercianti». Ma per il presidente della commissione Mobilità la rigenerazione deve guardare più in largo: «Non bisogna pensare solo alla riqualificazione del Centro direzionale ma dell'intera porta Est: Gianturco, Vasto, l'area della stazione. Solo così si potrà dare davvero un vero nuovo volto all'area». Infine un appello a Palazzo San Giacomo: «In attesa dei grandi progetti bisogna migliorare la manutenzione e la cura anche oggi nell'ordinario a partire dalle aiuole fino alla scale mobili costantemente ferme». 

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