Cimiteri a Napoli, scattano 19 licenziamenti: sepoltura negata a trentotto salme

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Valerio Esca
È caos totale nei cimiteri cittadini. Ieri i seppellitori hanno deciso di incrociare le braccia e hanno fermato tutte le operazioni. Trentotto salme sono rimaste bloccate nella sala mortuaria del Comune e nelle sale delle pompe funebri. Oggetto del contendere, l'appalto scaduto alle ditte private, che fino ad oggi hanno gestito i servizi interni ai camposanti napoletani, e la mancata previsione del passaggio di cantiere, con i conseguenti licenziamenti. Sono al momento 19 i seppellitori (su 34) che si sono visti recapitare a casa la lettera, con la quale «si informano i lavoratori della scadenza del rapporto di lavoro a cominciare dal 10 febbraio, ovvero da lunedì». È scattata così la protesta.
 
 

Le salme dei defunti sono ferme da ieri mattina presso le sale mortuarie, visto lo stop alle attività di inumazione. Per evitare problematiche igienico-sanitarie sono state trasportate nelle apposite celle frigorifere. Una situazione al limite del quale si dice «dispiaciuto» il segretario regionale della Uil funzione pubblica Annibale De Bisogno, ma che nasce «dall'esigenza di alzare l'asticella dello scontro, visto il licenziamento dei dipendenti delle vecchie ditte, con il Comune che in questi anni non è riuscito a regolarizzare il servizio, cambiando spesso società e proponendo proroghe su proroghe. C'è necessità di chiarezza».
 

Le motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello stato di agitazione, da parte della Uil, partono dalla mancata «rassicurazione dal servizio Cimiteri del Comune - si legge in un documento firmato dal segretario De Bisogno - sul futuro delle attività cimiteriali e delle ricadute sui lavoratori». Il segretario regionale Uil funzione pubblica si dice inoltre «molto preoccupato per quanto appreso dalle Società uscenti (Cipressi ed Italia 90) che hanno comunicato i licenziamenti in tronco di tutto il personale e a tutt'oggi i lavoratori sono senza stipendi da oltre 7 mesi». Difatti, da quanto si apprende dal sindacato, vanterebbero sette mensilità più il Tfr dalla Società Multiservice srl, che ha gestito il lotto 1 per oltre 3 anni, fino al 31 dicembre 2019 e tre mensilità dalla Società Ercolani srl, che ha gestito il lotto 2 per oltre 3 anni, fino al 31 dicembre 2019, oltre ad una mensilità dalla Società Cipressi ed una dalla Società Italia 90, che hanno gestito l'ex lotto 1 e 2 nel mese di gennaio 2020. In protesta il personale seppellitore in servizio presso tutte le aree cimiteriali del Comune di Napoli: Poggioreale (Santa Maria del Pianto, Nuovissimo, Monumentale), a San Giovanni, Ponticelli e Barra. La vicenda parta da lontano. Il Comune decise di affidare ai privati, nell'ottobre del 2016, la completa gestione delle operazioni cimiteriali. Scaduto l'appalto, lo scorso 4 aprile, si decise per la prima proroga, fino al 31 agosto 2019. A questa ne è seguita una seconda, fino al 31 dicembre 2019. Il 1 gennaio si è invece deciso di agire attraverso la procedura di affidamento diretto a due ditte: «I Cipressi» per i cimiteri di Poggioreale, sia la parte monumentale, che Santa Maria del Pianto, e Ponticelli, Barra, San Giovanni; e «Italia 90» per Poggioreale nuovissimo e pietà. Il primo gruppo, che non ha partecipato neanche alla gara pubblica, il 7 febbraio ha deciso di gettare la spugna «per la sostanziale incongruità delle premesse economiche». La gara intanto è stata aggiudicata provvisoriamente alla ditta Gap slr e a Italia '90. Previsto per oggi un incontro urgente con il vicesindaco Enrico Panini. Ultimo aggiornamento: 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA