“Città dei bambini” di Ponticelli, pace fatta tra Comune e imprese: restano gli scheletri della cittadella scolastica

Martedì 19 Ottobre 2021 di Alessandro Bottone
“Città dei bambini” di Ponticelli, pace fatta tra Comune e imprese: restano gli scheletri della cittadella scolastica

L'ex scuola incastrata tra via dei Mosaici e via Cleopatra, tra i quartieri Ponticelli e Barra, nella zona orientale di Napoli, già da tempo avrebbe dovuto ospitare la “Città dei bambini”, un polo per l'educazione dei giovanissimi e per la loro formazione. Siamo nel rione di case popolari posto di fronte all’Ospedale del Mare e conosciuto ai più come «lotto zero». Classi, corridoi, agorà, palestra sono vuoti da quasi trent’anni, più volte “visitati” soltanto da vandali e delinquenti. Il complesso è al centro di una intricata vicenda fatta di ritardi, rinvii e progetti che, finora, sono rimasti soltanto sulla carta.

Per provare a capire l’iter ingarbugliato bisogna risalire al 2004 quando il Comune di Napoli, proprietario dell'ex scuola, approva un progetto di riqualificazione dell’intero complesso. All'epoca c'erano a disposizione sei milioni e 700mila euro di fondi regionali. Viene indetta la gara, aggiudicata a una associazione temporanea di imprese (ATI) composta da tre soggetti. I lavori iniziano nel 2006 e durano fino al 2010 per poi essere bloccati «per poter formalizzare una perizia di variante», ovvero una modifica al progetto originario. Approvata la perizia nel 2012 i lavori riprendono per poi essere sospesi poco più tardi. Nel 2015 la direzione lavori ordina la sospensione totale degli interventi per una seconda perizia di variante indispensabile a completare alcune parti del complesso di Ponticelli e soprattutto per rispondere alla nuova destinazione d'uso della struttura, decisa dall’allora assessore al patrimonio, da “museo laboratorio” a “laboratorio teatro”. Si arriva nel 2018: alla ripresa dei lavori l'amministrazione comunale constata che l'impresa capogruppo dell'ATI non è più in possesso della “attestazione SOA”. Per tale motivo si risolve il contratto. Il cantiere resta incompleto e l'impresa non riesce nemmeno a portare avanti alcuni lavori di messa in sicurezza e pulizia dell’area che il Comune affiderà ad altri soggetti.

La pace al "conflittuale" rapporto tra il Comune di Napoli e le imprese aggiudicatarie dell’appalto è avvenuta con un atto di transazione approvato proprio negli ultimi giorni. In sostanza, l'ATI ha proposto all’amministrazione «di risolvere bonariamente l'intera vicenda attraverso una complessiva operazione di compensazioni [...] anche al fine di evitare l’alea di contenzioso giudiziario avente ad oggetto una così complessa ed articolata vicenda», si legge nel documento messo a protocollo. Difatti, nonostante l'atto non costituisca in alcun modo il «riconoscimento delle reciproche ragioni», esso «ha la finalità di tutelare l’ente da possibili danni economici che potrebbero derivare dall’instaurazione di un eventuale giudizio [...] senza che vi sia, allo stato, certezza alcuna circa una eventuale decisione giurisdizionale che non veda soccombente l’amministrazione comunale» scrive il dirigente del Servizio ‘Edilizia residenziale pubblica e nuove centralità’ del Comune di Napoli. Dunque, pace fatta con la rinuncia ad ogni qualsivoglia reciproca pretesa in relazione al contratto sottoscritto nel 2005, ben sedici anni fa.

Restano gli scheletri dell'ex scuola. Una parte del complesso sarà riqualificata con due milioni e 620mila euro: il progetto esecutivo di dicembre 2020 prevede il recupero e la rifunzionalizzazione dell’auditorium in teatro-laboratorio per circa 190 posti, la realizzazione di sale e spazi destinati a ospitare attività laboratoriali, un punto bar e una sala lettura. Altri spazi dell'ex cittadella di Ponticelli dovrebbero ospitare aule scolastiche e aree da destinare ai bambini da zero a sei anni, tra cui un asilo nido aziendale per i figli dei dipendenti della vicina struttura ospedaliera. L’ex palestra, che sarà demolita, lascerebbe spazio a un campo sportivo e spazi per attività ludiche per bambini della stessa fascia d’età. Per gli ultimi interventi sono in corso le attività di progettazione affidati a professionisti esterni all'amministrazione.

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