Mascherine obbligatorie in Campania: «Giusto, ma perché subito dopo il voto?»

Venerdì 25 Settembre 2020 di Gennaro Di Biase

Ricezione lenta, quella di ieri, per l’ordinanza sul ritorno della mascherina all’aperto, a tutte le ore e a tutte le distanze. Uno su due non la indossa, specialmente tra giovani e turisti. Le strade, dal Vomero ai Decumani, sembrano un po’ svuotate nel primo pomeriggio. Qualche mascherina in più si vede, ma la maggioranza dei passanti resta a «volto scoperto». Racconta tanto dell’atmosfera di queste ore l’immagine del ventenne pensieroso che, intorno alle 13:30, in via Scarlatti, giocherella con la mascherina facendola scorrere tra le dita. Pochi secondi e passa una pattuglia dei vigili, quindi il ragazzo, temendo una multa, afferra il dpi e se lo aggancia alla meno peggio alle orecchie. Scene come questa si vedono dalle 14 di ieri: il tempo che gli smartphone annunciassero la notizia dell’ordinanza regionale che, data l’escalation di contagi, ha disposto l’obbligo di mascherina, con la sola eccezione dell’attività fisica (e di chi consuma al bar o al tavolo del ristorante). Il Covid divide idee ed esigenze, e le reazioni dei cittadini sono tante e disallineate. Di sicuro, da oggi - avvisa la polizia municipale - partiranno controlli e sanzioni ai danni dei trasgressori.
 

 

Finita la riunione dell’Unità di Crisi, ieri il presidente neo-rieletto di Palazzo Santa Lucia ha firmato l’ordinanza valida dal 24 settembre e fino al 4 ottobre, «fatta salva l’adozione di ulteriori provvedimenti in conseguenza della rilevazione quotidiana dei dati epidemiologici della regione». Per tutti i campani bocca e naso coperti, dunque, a prescindere dalla distanza interpersonale. La sorpresa c’è, tra i napoletani, ma non è un fulmine a ciel sereno, visti i numeri del virus negli ultimi giorni. «Indossavo la mascherina anche prima – racconta Anna De Luca in piazza Vanvitelli – e non mi sorprende il provvedimento, che appoggio. Lo faccio per i bambini, loro non hanno colpe e bisogna proteggerli. Fino a che ci sarà chi non crede al virus non usciremo da questa storia». Domina in strada la paura del verbale. A partire da oggi, infatti, chi è senza mascherina potrà incorrere in una sanzione. «Partiremo stamattina con i controlli – spiega il generale Ciro Esposito, comandante della Polizia Municipale di Napoli – Abbiamo dato il tempo alla cittadinanza di recepire il provvedimento. A elevare le sanzioni, da 400 euro che diventano 280 in caso di pagamento entro 5 giorni, potranno essere anche le altre forze dell’ordine. Occorre che la gente comprenda che l’ordinanza è valida indipendentemente dalle distanze di sicurezza». 

Ci mette poco la notizia a viaggiare sui display dei cellulari. Intorno alle 15, quasi tutti sanno dell’ordinanza – tranne i turisti: sarà complesso informarli. Sono varie e sfumate le reazioni della gente, e sono tante le paure e tanti i sollievi per la nuova stretta anti-virus. C’è anche chi, come Gennaro Esposito pone un quesito: «Sono favorevole all’ordinanza, ma mi chiedo: come mai è successo appena dopo il voto? Forse serviva mantenere l’obbligo anche durante questi mesi di campagna elettorale, per evitare il contagio». Robert, giovane senza dpi, crede che «la mascherina serva a poco». «La mascherina serve se tutti rispettano le misure di sicurezza - osserva Giuliana Romano, 19 anni e capelli scuri – Cosa che spesso non accade nelle ore di movida, visto che dalle 18 in poi l’obbligo vigeva anche prima. Ben vengano le mascherine, ma per proteggerci servono anche altre misure». In centro meno dpi che al Vomero: pochissimi tra piazza Bellini e Port’Alba osservano il nuovo, ma vecchio, obbligo. 
 

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Rigore e paura viaggiano appaiati per commercianti (e consumatori). «Concordo con la mossa di De Luca – commenta Massimo Di Porzio di Fipe Confcommercio – Magari andava presa una settimana fa, e si è scelto di rimandare in attesa delle elezioni. Mi appello a tutti i ristoratori: stringano i denti, perché ci sono stati problemi anche nei locali. Meglio stare attenti adesso, anche se all’orizzonte potrebbe esserci un calo dei clienti vista l’ordinanza, piuttosto che essere costretti a chiudere di nuovo tutto. Servono più controlli delle forze dell’ordine». «Rispetto le misure – aggiunge Peppe Pianese del Caffè dell’Epoca – ma da 8 mesi lavoriamo senza certezze. Se il vaccino è lontano ci servono regole certe, e lo dico per il bene e la tutela dei miei dipendenti: per loro lavorare è un rischio, ma non lavorare è un rischio identico, perché ci sono i mutui da pagare». «L’ordinanza penalizza fortemente i bar, i tabaccai e i negozi mordi e fuggi sprovvisti di tavoli - dice Ulderico Carraturo dell’omonima storica pasticceria – Abbiamo un via vai continuo di clienti in questo tipo di esercizi, e sarà impossibile misurare a tutti la temperatura». 
 

Ultimo aggiornamento: 12:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA