CORONAVIRUS

Coronavirus, bufera social su Striscia la notizia dopo il servizio sulla «figuraccia di Paolo Ascierto»

Giovedì 19 Marzo 2020 di Gennaro Morra
Paolo Ascierto e Massimo Galli

La disputa tra il dottor Paolo Ascierto e il collega Massimo Galli riguardo la scoperta dell’efficacia del farmaco anti-artrite nella cura della polmonite causata dal Covid-19, andata in onda durante la puntata di martedì della trasmissione Carta Bianca, ha alimentato una grossa polemica andati avanti per tutta la giornata di ieri. Infatti, a molti non è piaciuta la reazione stizzita del responsabile di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, quando la conduttrice, Bianca Berlinguer, ha attribuito al team dell'unità d’immunologia clinica dell’ospedale Pascale di Napoli, guidato da Ascierto, l’intuizione di utilizzare il Tocilizumab per arginare i danni ai polmoni prodotti dal nuovo coronavirus. Galli si era affrettato a correggere la giornalista di Rai 3, sostenendo che a quel risultato erano giunti prima i medici cinesi e poi diverse strutture sanitarie lombarde e che era da provinciali volersi appropriare di quella scoperta. E Ascierto si era limitato a chiarire che il loro merito era di aver sviluppato il protocollo da presentare all’Aifa per ricevere l’ok alla sperimentazione, peraltro arrivato proprio nella giornata di martedì.
 
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Un dibattito che poi si è subito trasferito sui social network e già ieri mattina c’era chi, indignato per quello che aveva visto in tv la sera precedente, lanciava un hashtag a sostegno del medico napoletano: «#iostoconpaoloascierto non so se qualcuno ha già creato un hashtag del genere, ma mi piacerebbe che in ogni caso diventasse virale – scriveva su Facebook Danilo Rovani, attore e operatore socio sanitario –. C'è gente che proprio non vuole che Napoli, la Campania, il Sud tutto possano essere esportatori di genialità e sapienza. Fiero di essere napoletano, fiero di essere brigante contro chi vuole depauperare e depredare la nostra terra di ori e di allori».
 


Ma l’invito di Rovani era raccolto da pochi utenti e l’argomento non sfondava finché in serata non esplodeva un’altra bomba: Striscia la notizia si occupava del confronto-scontro tra i due medici, titolando “La figuraccia di Paolo Ascierto”. E a quel punto erano in tanti a contestare il tg satirico di Canale 5, sfogando sui social la propria indignazione e contrassegnandola con l’hashtag #IoStoConAscierto. In poche ore, da Twitter a Facebook, dove addirittura veniva creato un gruppo, erano centinaia i post con cui le persone, anche personaggi famosi, si schieravano dalla parte del medico napoletano.
 
«Giù le mani da Paolo Ascierto – scriveva Gianni Simioli –. Ma che interessi vi ha toccato che avete deciso di distruggerlo?». E il post Facebook veniva condiviso dall’attore Massimiliano Gallo, mentre la giornalista Rai, Cecilia Donadio, commentava: «Se la terapia era così conosciuta ci dovrebbero spiegare perché hanno aspettato di vedere morire tanti loro concittadini prima di utilizzare un farmaco che qui a Napoli da subito hanno cominciato a sperimentare». E poi c’era un messaggio rivolto direttamente al medico dell’ospedale Sacco che in tanti copiavano e incollavano sulle diverse bacheche: «Caro Dott. Galli, se fosse vero che a Bergamo già usavate il farmaco e non avete condiviso la "scoperta" con la comunità medico-scientifica, sarebbe di una gravità inaudita. Protocollo, approvato dall'AIFA, porta la firma di medici e ricercatori napoletani. Medici e ricercatori che hanno comunicato a tutti la notizia facendo la cosa più normale per chi vive questa professione come una missione. Caro Dottor Galli, questa si chiama pochezza».
 

Anche su Twitter i toni erano abbastanza duri: «Caro Medico Oncologo e Ricercatore, da infermiere sono orgoglioso del tuo lavoro, Napoli ti ha già posizionato nella top ten degli dei viventi – scriveva Cris –, non li pensare a ‘sti barboni invidiosi che non apprezzano l'importanza dell'aiuto e della solidarietà». Ed Eros non era da meno: «Come fai a parlare dopo che hai 1000 morti sulla coscienza caro Galli? Sono disgustato da come si cerchi di denigrare un luminare solo perché napoletano. Senza nemmeno permettere di replicare». E poi c’era Emy che motivava la sua scelta con un’ipotesi inquietante: «#iostoconAscierto perché se a Bergamo avessero trovato un possibile argine al #Covid19 prima di Napoli senza averlo condiviso pubblicamente, sarebbe davvero un evento gravissimo». 

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