Vivere sotto un ponte a Napoli: «Il nostro vero nemico è lo smog»

di Pierluigi Frattasi

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«Ogni tanto dal ponte piovono carte o rifiuti lanciati dalle auto in corsa. La Tangenziale ha alzato le ringhiere, ma capita che possa cadere qualcosa. Con lo smog abbiamo imparato a convivere. Se abbiamo paura dopo il crollo a Genova? C'è sempre preoccupazione. Ma noi siamo tranquilli. Qui il ponte è solido e la manutenzione continua. La Tangenziale fa sempre lavori. Se cade l'acqua sui palazzi, le persone si lamentano e arrivano subito gli ingegneri e gli operai che mettono tutto in sicurezza. Hanno ristrutturato anche i frontalini, che si erano usurati, per togliere le infiltrazioni. E poi, o viviamo qua, nelle case sotto il ponte, o in mezzo a una via». Giovanni Cecio, 76 anni, residente di piazza Ottocalli, è la memoria storica del quartiere, dove viveva prima ancora che fosse costruito il viadotto della Tangenziale a metà degli anni 70. «Chiediamo solo una cosa dice che il ponte non passi mai in mano al Comune: non reggerebbe sei mesi. Preferisco pagare il pedaggio di un euro, ma stare sicuro».

Quando partirono i cantieri a piazza Ottocalli, racconta, molti palazzi furono sgomberati e gli inquilini indennizzati. Alcuni edifici furono abbattuti, altri no. Ma col tempo gli abitanti sono tornati. Proprio nelle adiacenze del palazzo di Giovanni, durante i lavori del 75, cadde una trave di ferro che collegava i due ponti. Nessuna vittima, ma il boato, dicono, fu immenso. Sulla facciata, poco distante dalla piazza, si vedono ancora i fori. «Da allora - rassicura Giovanni- non è accaduto più nulla. Oggi siamo sereni». Il viadotto che domina a 60 metri d'altezza piazza Ottocalli, si dipana fino a Capodichino, costeggiando a distanza di pochi metri le abitazioni di via Filippo Maria Briganti. Al centro della piazza, sotto il ponte, si erge il murales dedicato al tenore Enrico Caruso, nato poco distante. La Tangenziale negli anni ha ammodernato tutte le infrastrutture, dai giunti ai piloni, implementando le corsie coi pannelli insonorizzati e rafforzandole con le barriere antismog. Ma restano i disagi e c'è preoccupazione dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova. «Io non mi lamento - incalza Giovanni - Proprio l'anno scorso la Tangenziale ha rafforzato il ponte. Prima montavano delle gru per sostituire gli appoggi, adesso hanno automatizzato tutto. Anche i piloni sono stati rinforzati. Mentre sono state messe le reti alte, in aggiunta al guard rail, per maggiore sicurezza. Anche a via Briganti hanno chiuso con le paratie. Lo smog adesso va verso l'alto. Anche se c'è sempre qualcuno che si lamenta dei rischi per la salute. Noi non lo sappiamo».

Sono centinaia le persone che a Napoli abitano nei palazzi costruiti sotto i ponti. Per molti, una convivenza difficile, a tu per tu con clacson, smog e vibrazioni per 24 ore al giorno tutta la settimana. Barricati in casa, con le serrande chiuse, all'ombra perenne di tramezzi e piloni che svettano sulle cime dei palazzi.
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Sabato 18 Agosto 2018, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 18-08-2018 18:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-08-18 15:13:41
Penso che l'attività dei concessionari possa essere svolta tranquillamente da aziende pubbliche. I concessionari non operano per beneficenza o per conseguire una pubblica utilità, ma solo per l'utile. Un'azienda pubblica gestita con efficienza ed onestà non avrebbe bisogno di cedere alcun diritto o fasi gestionali ad eventuali concessionari.
2018-08-18 11:09:40
I concessionari privati dello Stato vanno controllati periodicamente e seriamente, senza controlli si rischia sempre che diminuisce la sicurezza per aumentare gli utili.

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