Degrado a Napoli, lavori flop a Marechiaro: dopo tre mesi tutto fermo

Domenica 7 Novembre 2021 di Valentino Di Giacomo
Degrado a Napoli, lavori flop a Marechiaro: dopo tre mesi tutto fermo

Quasi tre mesi intrappolati, per 80 giorni costretti a vedere una strada interrotta e transenne arancioni che sono finite ormai a fare da immutabile ornamento al paesaggio. Siamo a Marechiaro, in via Alfano. Qui lo scorso 20 agosto, sulla stradina che collega la trafficata via Posillipo con la zona balneare, è crollato un grande pezzo di carreggiata a causa di una pesante infiltrazione idrica. I residenti sono sul piede di guerra. Nessuno pensava che la questione sarebbe stata risolta in pochi giorni, ma con il passare dei mesi la situazione è divenuta ormai insostenibile.

Il cedimento della strada ha fatto sprofondare giù una porzione di muro lunga dieci metri e un pezzo di strada è stato praticamente inghiottito dal terreno. Dallo scorso agosto via Alfano, per ovvie ragioni di sicurezza, è stata divisa in due tronconi. Un tratto di 30 metri che non è più percorribile da mesi. Lo sprofondamento è il riverbero di ciò che avviene in via Posillipo, l'arteria principale dall'asfalto distrutto, poco distante in linea d'aria da quella stradina a senso unico. Una strada piccola, ma costellata di parchi e tantissime abitazioni. Sono circa 50 le famiglie che vivono ormai da tempo intrappolate, costrette ad un lungo giro per andare a fare la spesa, recarsi al lavoro e portare i bimbi a scuola. In questi mesi si è dovuto intervenire sulle condutture idriche, su quelle del gas e ci vorrà ancora altro tempo per mettere nuovamente in funzione la strada. Per di più è stata posta sul luogo adiacente al crollo - durante i lavori infiniti - una griglia fognaria a cielo aperto che emana odori nauseabondi. I residenti non ne possono più dei disagi. «Sono mesi - spiega chi abita in zona - che chiediamo all'amministrazione comunale quanto ci vorrà per ripristinare la carreggiata, ma al momento sono giunti solo impegni approssimativi e senza dare una data certa». C'è anche chi in questi giorni sta consultando i propri legali per comprendere se ci siano margini per una sorta di sciopero fiscale e - con la motivazione dei disagi perduranti - sapere se sia possibile evitare di pagare le imposte comunali dal momento che si assiste ad una totale assenza di servizi. Il consigliere municipale, Marcello Matrusciano, ha sollecitato con una pec l'amministrazione per convocare urgentemente una conferenza dei servizi e conoscere l'andamento dei lavori. Per ora si è una sorta di limbo.

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Come per quasi ogni evento che accade a Napoli: fatta la regola ecco che c'è sempre chi prova ad aggirarla. Se i residenti - ben conoscendo la pericolosità della situazione - difficilmente si azzardano a passare in quel tratto, neppure a piedi, tutti i giorni assistono alla miriade di scooter che, incuranti del pericolo, transitano ugualmente in via Alfano. All'ingresso della strada è stata posta una transenna per segnalarne la chiusura, ma spesso viene spostata e così tutte le auto che la percorrono sono poi costrette a tornare indietro finendo per bloccare il traffico perché non ci sono margini per fare retromarcia. Ed è in questo caos che i residenti finiscono intrappolati più volte al giorno tra auto che entrano e quelle che provano ad uscire. Un imbuto soprattutto nei weekend quando la zona è presa d'assalto per raggiungere i locali e i ristoranti a ridosso del borgo reso celebre da Salvatore Di Giacomo. Più volte al giorno - soprattutto nelle giornate più calde e quando il richiamo della scogliera di Marechiaro diventa irresistibile - gli agenti della polizia municipale sono costretti a recarsi in via Alfano per rimettere nuovamente a posto le transenne e segnalare la chiusura della strada con i relativi pericoli. Ma tutto ricomincia da capo. «Ci sentiamo in trappola - spiegano - qualcuno ci dica quando finirà questa sciagura». 

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