Degrado a Napoli, il dormitorio dei clochard nell'ex salotto della città

Venerdì 22 Gennaio 2021 di Elena Romanazzi
Degrado a Napoli, il dormitorio dei clochard nell'ex salotto della città

La loro casa è sotto il colonnato di via Morelli. Già da tempo. Ma se prima erano solo in tre, ora, i senza fissa dimora sono diventati almeno una decina. Poco prima delle otto di sera iniziano ad arrivare, rimettono le coperte per terra, i cartoni sistemati per evitare il gelo, qualche cuscino di fortuna, maglioni arrotolati. E restano lì tutta la notte. Si comportano come se fosse la loro casa. E se hanno delle esigenze fisiologiche poco importa se passano le macchine, o se qualcuno attraversa via Morelli, i bisogni li fanno lì.

I volontari della Comunità di Sant'Egidio li conoscono bene. Sono tra quelli che gli portano da mangiare, un pasto, una parola di conforto. E sono i primi ad alzare la voce. «Non c'è alternativa per loro - spiegano dalla comunità - dal 4 maggio dell'anno scorso il Comune gli consente di trascorrere la notte lì e poi la mattina presto li sgombera senza offrirgli una alternativa, e non da ieri ma dal 4 maggio, non viene cercata una soluzione valida per queste dieci persone che tutte le sere riprendono i loro posti sotto quel colonnato».

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Il presidente della prima municipalità, Francesco De Giovanni, conosce bene la situazione. «Più volte - ammette - li ho fatti sgomberare, interviene l'Asìa, l'Asl, viene fatto pulire tutto, a volte vengono anche eliminate le coperte in modo tale da cercare di tenerli lontano, ma poi ritornano. Il punto è che ci vorrebbe una decisione del sindaco che vieti a queste persone di costruirsi una casa in posti sensibili, luoghi centrali. Senza non si può fare nulla». Forse offrirgli un tetto vero potrebbe essere la soluzione? «È stato fatto, ci hanno pensato i servizi sociali, ma non ci vogliono andare perché ci sono regole da rispettare, orari, non è un hotel dove entrare e uscire a piacimento e queste regole a loro non piacciono». C'è il caso di un clochard - aggiunge De Giovanni - che da anni ha scelto via Tommaso Campanella, davanti a una scuola. È stato sgomberato, aveva una tenda e poi è ritornato con tutto che gli era stato offerto un ricovero a lui e al cane, non sappiamo più cosa fare».

Vivono nel degrado più totale. C'è tra loro anche chi beve un po' troppo e basta un nulla per accendere gli animi e per farli litigare tra loro. Guai a toccare il posto, non c'è casualità nella scelta ma un ordine ben preciso come se ci fosse una sorta di gerarchia tra i disperati. Come quelli che si trovano alla stazione centrale. Ognuno al suo posto con i volontari che passano di sera a portargli da mangiare. Anche in questi giorni di freddo non sono molti i senza fissa dimora che hanno scelto di cogliere l'opportunità di trovare riparo nelle stazioni della metropolitana appositamente aperte di notte per loro (Municipio e Museo), ci vanno, ma i più preferiscono nascondersi sotto un cumulo di coperte nei soliti posti per non avere sorprese da sconosciuti. 

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