La denuncia delle monache 33 di Napoli: «Ci sono i fondi e il chiostro crolla»

di Maria Chiara Aulisio

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«Lassù qualcuno ci ama: sinceramente di ottenere quel finanziamento, noi, clarisse cappuccine, ci contavamo poco o nulla. Anzi, a dirla tutta, ci sembrò già un miracolo aver ricevuto dei fondi che nel 2007 ci consentirono di restaurare almeno una parte del nostro antico monastero. E invece, a sorpresa, eccolo qui il danaro pronto a essere investito di nuovo». Suor Rosa Lupoli, 53 anni, ischitana doc, madre abbadessa nel monastero di Santa Maria in Gerusalemme, quello delle «33» per intenderci, a due passi dagli Incurabili, spera, come sempre, in un nuovo intervento della divina provvidenza: «Da sole non andiamo da nessuna parte, sia chiaro. I soldi ora ci sono ma il restauro non può cominciare ugualmente, se andiamo avanti così rischiamo pure di perderli. E sarebbe davvero un gran peccato».
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Martedì 26 Marzo 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 26-03-2019 13:52
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