Edenlandia, è già crisi: pasticcio burocrazia, venerdì vertice in Comune

Lunedì 9 Dicembre 2019 di Valerio Esca

Un parco giochi a mezzo servizio. Edenlandia a un anno e mezzo dalla sua riapertura (25 luglio 2018), dopo otto lunghi anni di agonia, continua a combattere con difficoltà, dovute a problematiche amministrative e burocratiche, stipendi arretrati e parti del parco cantierizzate.

I 45 lavoratori a tempo indeterminato della New Edenlandia vantano due mensilità arretrate: settembre e ottobre, anche se a oggi cinque lavoratori hanno già ricevuto il bonifico di settembre. Probabile dunque ipotizzare che in questa settimana la società saldi una delle due mensilità non versate a tutti i dipendenti.
 

 

Una parte delle attrazioni, in questo anno e mezzo di nuova gestione, è riuscita ad aprire regolarmente i battenti. Tra queste il carosello, il trenino, il castello, le beffe, Jumbo. Per le altre giostre, tra cui quelle storiche: vecchia America, il maniero, i tronchi è ancora fumata nera. La New Edenlandia rivendica il diritto di ricevere in tempi brevi tutti i permessi per le attrazioni non ancora aperte. Un mondo di mezzo nel quale vive il più grande Parco del Sud Italia, che stenta a decollare. La società guidata da Gianluca Vorzillo non ha mai negato le difficoltà legate agli stipendi, basti pensare che i 45 lavoratori, oltre a due mensilità arretrate, aspettano ancora la quattordicesima non liquidata la scorsa estate. Edenlandia viene fuori da una situazione fallimentare e già di per sé difficile, dovendo far fronte a una serie di debiti consistenti. Gli otto milioni di euro fino a ora investiti non sono riusciti però a mettere il Parco al riparo da una situazione che viaggia sul filo dello stato di crisi. Da quanto trapela visto che la società preferisce non rilasciare dichiarazioni gli ultimi codici identificativi (ovvero le autorizzazioni relative alle attrazioni), che mancano all'appello sono quelli legati ai tronchi. Pare infatti ci siano problemi strutturali e si attendono ulteriori verifiche da compiere da parte del Genio civile. Altra spina nel fianco è l'area ex Cinodromo, dove un tempo si teneva il mercato delle pulci. Per l'area manca ancora un piano di rilancio nonostante gli impegni a riaprire gli spazi entro la scorsa estate.

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Il parco divertimenti di viale Kennedy è il primo parco giochi italiano. La sua costruzione cominciò nel 1937, precedendo anche Disneyland che venne aperto nel 1955, fino all'interruzione delle opere a causa della guerra e proseguite poi negli anni sessanta, quando avvenne il taglio del nastro. Nasce dunque con una concezione e un progetto vecchio di un secolo. Ed è chiaro che il suo rilancio passi per la modernità. Le difficoltà che oggi vive la parte gestionale della struttura sono legate al fatto che si viaggi su due bisettrici con velocità differenti: da una parte la tecnologia che cambia e si rimodella ogni istante che passi e dall'altra la lentezza burocratica, di un parco per gran parte vincolato. Ogni lavoro, ogni pietra che si muove ad Edenlandia deve passare per autorizzazioni e incartamenti di ogni tipo: dal Genio civile, alla commissione Prefettizia, fino alla Soprintendenza.
 


Dice l'assessore al Lavoro Monica Buonanno: «La questione è seguita da noi e dalle organizzazioni sindacali. I lavoratori lamentano il disagio dei ritardi nei pagamenti delle retribuzioni e quindi convochiamo quando necessario incontri condivisi con sindacati, Mostra d'Oltremare, Comune e ovviamente l'azienda. Il prossimo incontro sarà venerdì pomeriggio». Il vertice che si terrà tra quattro giorni a Palazzo San Giacomo sarà decisivo per il futuro del Parco e dei suoi dipendenti. Per quanto attiene ai codici e dunque alle autorizzazioni Buonanno chiarisce: «Questi vengono autorizzati da una commissione prefettizia, cui partecipa anche, ma non solo, il Comune. Ad oggi le informazioni in mio possesso mi riportano che mancano solo i codici per i tronchi. L'amministrazione comunale ovviamente ha a cuore che il diritto al lavoro e quindi alla retribuzione e alle garanzie e tutele ad esso collegate, sia attuato pienamente; questo in assoluto e poi in particolare per Edenlandia che rappresenta un pezzo di storia della città e del pleasure locale. Motivo per cui seguiamo da vicino la vicenda, partecipando attivamente e soprattutto proviamo a creare insieme alle organizzazioni sindacali, le condizioni per superare le difficoltà. Ci auguriamo, inoltre, che il piano di sviluppo, come per l'area dell'ex cinodromo, prenda il via, consentendo così nuovi investimenti e occupazione. Venerdì affronteremo la questione con attenzione; l'indirizzo politico è quello di mantenere l'occupazione e avere chiari i driver di sviluppo che ci auguriamo l'azienda ci illustrerà».

Ultimo aggiornamento: 13:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA