L'estate senza turisti: ecco perché la Campania vede nero

Domenica 28 Giugno 2020 di Nando Santonastaso

Aldo Avvisati, avvocato, appassionato presidente dell'Arev-Od, la rete vesuviana di ospitalità diffusa che comprende sette Comuni, da Boscotrecase a Torre del Greco, è realista: «Gli stranieri non hanno prenotato, la contrazione delle presenze tra luglio e agosto sarà molto alta. Speriamo negli italiani ma dobbiamo vivere alla giornata, le loro prenotazioni arrivano al massimo una settimana prima», dice. E aggiunge: «Guardiamo già a settembre e ottobre, quando farà meno caldo e magari l'offerta di turismo archeologico di quest'area, da Oplonti a Pompei ed Ercolano, sarà ancor più stimolante». Un occhio al Covid-19, un altro alla meteorologia, non hanno molte opzioni i titolari di case vacanze, affittacamere, Bed and Breakfast in Campania che pure rappresentano numeri importanti nel settore. Settemila, ad esempio, sono le sole strutture extralberghiere gestite dalle sette associazioni, compresa quella di Avvisati, che hanno creato il primo coordinamento regionale, ultima in ordine di tempo ad aggregarsi quella della penisola sorrentina e di Capri. Coprono un'area di un milione di abitanti che sull'attrattività turistica, non solo marina, ha puntato tanto ma che ora deve fare i conti con previsioni a dir poco preoccupanti.
 

 

Analisti ed esperti concordano infatti nell'assegnare alla regione, che pure è stata l'unica nel 2019 a segnare un incremento di presenze al Sud superiore al 5% (con Napoli al top tra i Comuni con un ottimo +13,6%), un ruolo defilato nelle previsioni di luglio e agosto. Senza stranieri, o comunque con una percentuale largamente inferiore al 2019, la prospettiva per le decine di migliaia di microimprese, per lo più familiari, che spesso vivono solo di quest'attività non appaiono confortanti. L'Enit, l'Ente nazionale per il turismo, colloca la Campania solo al nono posto tra le principali destinazioni dell'estate per chi resta in Italia con un modesto 5,1%, molto lontano da Puglia, primatista assoluta (12,4%), Sicilia (11%), Toscana (10,6%), e superiore solo a Lombardia e Calabria (entrambe 4,9%). Il dato emerge da un campione di tremila interviste dalle quali emerge con assoluta certezza che «per la vacanza principale saranno molto richieste le abitazioni private e le case vacanze: il 16,5% dei vacanzieri alloggerà in albergo preferendo dal 3 stelle in su, mentre una quota complessiva del 36,3% di turisti si recherà nelle abitazioni private: il 16,1% in appartamenti in affitto, il 10,4% ospite da amici e parenti, il 9,8% nella propria abitazione di vacanza. Seguono i B&B (8,9%) e i villaggi turistici (6,3%) e l'agriturismo (5,2%)». La Campania non è al vertice nemmeno dell'indagine condotta da Airbnb in esclusiva per il Sole 24ore che ha misurato l'andamento dei flussi turistici proprio attraverso il termometro delle case vacanza. I numeri sorridono anche in questo caso a Sicilia, Sardegna, Puglia, Trentino Alto-Adige, Costa etrusca e fa riflettere che in queste valutazioni sia compresa anche una prima quota di turisti stranieri annunciata in Italia dalla metà di giugno (belgi e svizzeri soprattutto, niente americani). La corsa alla casa indipendente è gettonata dal 62% del campione e soprattutto la ricerca della casa giusta (con piscina, wifi, possibilità di portare l'animale di compagnia) è la vera destinazione del viaggio. È la stessa indicazione che emerge da una terza rilevazione statistica sul tema, quella condotta da Quorum/You trend per Wonderful Italy, portale specializzato per vacanze in abitazioni private. La casa è per il 44% del campione la meta ideale per fare vacanze e la Campania, stavolta, non è messa male: con l'immancabile Puglia, la Sicilia, la Liguria e il Piemonte è nel gruppo di testa.
 

I dubbi però rimangono. E aumentano anzi se si considera che la regione può contare su beni artistici, ambientali e archeologici di caratura mondiale. «C'è un'offerta ricettiva non all'altezza nonostante molte aree del territorio siano dotate di enormi potenzialità», ha detto l'esponente di Fratelli d'Italia di Salerno, Imma Vietri, proponendo una chiave di lettura tutt'altro che infondata. Il tema non è nuovo, così come nota è la difficoltà di conoscere esattamente anche da parte della Regione quante siano le disponibilità extralberghiere campane: «Servirebbe un censimento ad hoc che tra l'altro metterebbe in evidenza la regolarità delle case vacanza e dei b&b rispetto a quelle abusive che sfuggono ancora ai controlli», dice l'avvocato Avvisati.
 
 

Ma se i numeri non tornano, almeno per ora, ad arrivare, puntuali, sono invece le polemiche anche strettamente politiche: la misura della Tax credit vacanze introdotta dal governo ha raccolto soprattutto critiche, fino al punto che si sono sprecati anche nelle più rinomate località turistiche gli annunci di rifiuto del sostegno. Titolari e gestori delle ricettività extralberghiere non vogliono in sostanza anticipare l'80% delle spese in attesa di incassare il bonus: troppo pesante la situazione economica di migliaia di famiglie per poter rischiare. Una protesta figlia dell'enorme impatto prodotto dal Covid-19 sugli affitti brevi, come quelli delle case vacanze: nella sola Campania si era calcolato il 60 per cento in meno fino a maggio, secondo i dati censiti da seetransparent.com. Senza stranieri risalire la china appare francamente arduo. 

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