L'ex moglie di Cavani in campo contro la violenza sulle donne: «Un dovere morale»

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di Delia Paciello

È difficile essere donna: non bastano le lotte fatte nel corso degli anni per ottenere la parità dei diritti sotto diversi aspetti; ci sono donne che lottano ancora, nel quotidiano, contro i soprusi di uomini violenti che usano l’arma della sopraffazione. Le statistiche dicono che in Italia ogni due giorni una donna viene uccisa: solo lo scorso anno sono state 120 le vittime uccise da un marito, fidanzato o convivente e quasi sette milioni di donne hanno subìto qualche forma di abuso nel corso della loro vita. Dalle violenze domestiche allo stalking, dallo stupro all'insulto verbale, la vita femminile è costellata di violazioni della propria sfera intima e personale. Sono numeri spaventosi: basti pensare che le vittime di violenza di genere sono maggiori alle vittime di mafia.

In occasione della giornata mondiale dedicata alla lotta alla violenza sulle donne in tanti alzano la voce per dire basta. Negli ultimi tempi numerose  associazioni si muovono in questo senso, ma è importante che l’insegnamento al rispetto per il prossimo parta proprio dalle scuole, per formare i giovanissimi verso valori imprescindibili e rapporti sani fra i due sessi. Ed è per questo che la International school of Naples insieme all’istituto comprensivo settimo Pergolesi di Monteruscello hanno avviato questo importante progetto: «Stop al femminicidio», è il grido di questa iniziativa. Importante la collaborazione con la scuola di karate tradizionale Bushido karate Funakoshi, che da diversi anni offre il suo contributo ad iniziative inerenti a problematiche sociali insegnando alle giovanissime donne l’autodifesa. «La self defence non è un confronto di forze, ma l’applicazione di leve su punti vulnerabili del corpo umano e solo con lo scopo di difesa», sottolinea Rocco Contino, presidente della scuola di karate.

Attenta ai problemi sociali anche Soledad Cabris, l’ex moglie di Cavani, che ha offerto il suo contributo e che porta avanti la sua lotta contro le ingiustizie e la difesa dei più deboli. «È bene informare gli adolescenti della gravità di questa situazione ed educare i giovani in questo senso», spiega Soledad. Oltre ad avere un’associazione a Napoli che presta aiuto ai bambini dell’Africa, nel suo paese ha aperto un centro di recupero per gli adolescenti con problemi di droga e alcol e accoglie le donne vittime di violenza. Anche la dottoressa Antonella Formicola, esperta criminologa ha offerto il suo intervento per l’occasione, insieme alla sociologa Tonia Bardellino e al docente di diritto penale all’Università di Cassino Francesco Mazza. 
Giovedì 23 Novembre 2017, 20:17 - Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 10:07
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