Le fontane di Napole tutte a secco: così sono diventate bersaglio dei vandali

Giovedì 5 Settembre 2019 di Gennaro Di Biase
Se le fontane sono segno dello stato di salute di una città, allora Napoli ha bisogno dell'aspirina o di una migliore idratazione. Spente, distrutte, imbrattate, abbandonate, secche. In certi casi sono diventate selve aride e luoghi di bivacco da consumazione di alcolici. L'acqua è un miraggio anche nelle fontane monumentali. Dalla Villa Comunale a Monteoliveto, dal Lungomare a piazza Sannazaro: i marmi accaldati e solitari delle fontane di Napoli sognano almeno uno zampillo.
 
E perfino il Carciofo di piazza Trieste e Trento, sebbene le aiuole che lo circondano (adottate da un bar privato, grazie alla delibera comunale) siano ben curate, è semivuoto. La fontana simbolo del Plebiscito lancia uno zampillo timidissimo che ieri i turisti in gita al Plebiscito facevano fatica a percepire.

Iniziamo dalle eccezioni alla siccità. Il Nettuno di piazza Municipio è ben tenuto, gli zampilli del dio del mare brillano spensierati a pochi passi da Palazzo San Giacomo. Ma il bello finisce qui, almeno per quanto riguarda le fontane delle zone più frequentate da napoletani e turisti. Le altre due fontane artistiche ben tenute, infatti, sono quelle della Floridiana e di Capodimonte, la cui cura però «spetta al Mibac», conferma Marco Gaudini, consigliere comunale dei Verdi. In Villa Comunale si trovano Grazie imbruttite, leoni abbandonati e angeli imbrattati. Qui regnano le foglie secche al posto dell'acqua. Più qualche cartaccia appena lanciata da qualche incivile. Non lontano dalla Villa, a ridosso del Plebiscito e di Palazzo Reale, la Fontana dei Papiri nei giardinetti del Molosiglio è agghiacciante, sebbene anche qui l'acqua sia una vaga speranza: è diventata un bosco di rovi maleodoranti ed è abitata dalle cianfrusaglie dei clochard che orinano intorno. I turisti da qui scappano via inorriditi, come se fossero capitati in una città fantasma. La situazione è lievemente migliore in piazza Sannazaro, ma solo perché Partenope, da sirena, non si è trasformata in una nuova creatura mitologica metà marmo e metà pianta. Anche qui non c'è nemmeno una goccia, ma lattine o bottiglie di alcolici vari. «La fontana della Sirena è spenta da più di 10 anni - ricorda il signor Antonio, residente - quando era accesa era bellissima». Anche sul Lungomare, dopo i tuffi estivi, la fontana è stata chiusa. Impossibile non citare il grande classico: la fontana di Monteoliveto. Il Comune l'ha ripulita dopo i lanci di rifiuti degli incivili nelle ore di movida, ma anche qui il deserto d'acqua dura da 10 anni.

Come mai l'acqua non bagna le fontane? «La manutenzione delle fontane, considerate un elemento di arredo, spetta all'assessorato al Verde, al Decoro e all'Arredo Urbano - prosegue Gaudini - Parliamo anche delle fontane monumentali, la cui cura spettava un tempo a Net Service, società che da meno di un anno è stata sciolta e inglobata da Abc con tutti i suoi lavoratori. Abc interviene sulle fontane secondo un programma stabilito dall'amministrazione. La coperta degli investimenti, a giudicare dalle condizioni delle fontane, è sicuramente corta. Va fatto di più. Ma il degrado è anche colpa degli incivili». Stando alle parole di Sergio D'Angelo, guida di Abc - che negli anni scorsi si occupava di 40 fontane - la situazione può essere letta in due modi: da un lato, al momento l'azienda non se ne occupa. Dall'altro lato ci sono segnali incoraggianti sul fatto che presto la situazione migliori: «La manutenzione delle fontane - spiega D'Angelo - non rientra nel ciclo integrato delle acque e spetta a noi se l'Amministrazione ce l'affida. Possono essere curate da Abc come da altri soggetti. In questo momento il Comune non ci ha riaffidato la manutenzione delle fontane e siamo senza contratto. La settimana scorsa abbiamo ricevuto una comunicazione con cui l'assessore Borriello ci anticipa l'intenzione di riaffidarci le fontane ma servirà una copertura economica. L'amministrazione ha previsto un approvvigionamento finanziario di 500mila euro per il 2019 e di due milioni distribuiti nei prossimi 2 anni. Per questa operazione sarà necessaria una variazione di bilancio». Ultimo aggiornamento: 08:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA