Bellavita Expo si rafforza
e scommette sulla pizza

di Chiara Di Martino

Si arricchisce di due grandi player del settore fieristico wine&food la compagine societaria di Bellavita Expo, società con sede a Londra - ma dal Dna per metà napoletano - attiva nel tradeshow dell'agroalimentare made in Italy in mercati strategici come Regno Unito, Usa e Thailandia.

La neonata Vpe - Verona Parma Exhibition, compartecipata da Veronafiere e Fiera di Parma - organizzatori rispettivamente delle celebri rassegne Vinitaly e Cibus - ha infatti acquistato il 50% di Bellavita Expo, con l'obiettivo di condividerne il format, basato su due principali obiettivi: spingere le aziende italiane verso buyer esteri mirati e promuovere la sensibilizzazione dei mercati stranieri sull'offerta agroalimentare del Belpaese. Se è vero che la Bellavita Expo fa capo alla Quiris Media Limited, che ha sede a Londra, è altrettanto vero che i suoi soci parlano napoletano: il 50% della società, infatti, appartiene alla partenopea Cittamoderna Gestioni srl, mentre la restante metà è divisa tra due imprenditori di origine molisana, Aldo Mazzocco (37%), che di Bellavita è l'amministratore delegato, e Lucio Lombardi (13%).

Scorre dunque sangue napoletano nelle vene di questo progetto lanciato 5 anni fa, così come napoletane e campane sono molte delle imprese alle quali si rivolge: pastifici di Gragnano, caseifici, aziende agricole e vinicole. All'attivo della società, la gestione diretta di un evento a Londra, e la co-organizzazione di rassegne estere e in particolare dei padiglioni italiani nelle manifestazioni di riferimento ad Amsterdam, Varsavia, Toronto, Chicago, Messico City e Bangkok. In base al target, la società accompagna imprese di grandi dimensioni, ma anche molte piccole e medie.

«L'operazione con la Vpe - spiega Antonio Prezioso, socio di Quiris Media in rappresentanza di Cittamoderna - va in senso contrario ai luoghi comuni sull'Italia: primo fra tutti, quello di non saper fare rete; poi, sfata il cliché che ci vede lontani dalla vera innovazione e, infine, la presunta distanza tra imprese grandi e piccole: la Vpe, che riunisce due colossi fieristici, ha voluto convivere con un soggetto giovane come Bellavita». Ma il segmento Expo non è l'unica anima aziendale: la società conta anche su uno shop online e uno store fisico a Londra, oltre all'Italian Marketplace, un database b2b in cui ogni azienda può presentarsi, e all'Academy, che promuove la cultura della cucina italiana con showcooking, degustazioni e masterclasses. Proprio in questo senso va la partnership con Antonio Starita, titolare di una delle pizzerie più antiche della città, che presiede l'Unione Pizzerie Storiche Napoletane «Le Centenarie». «Con Starita, che già gestisce i nostri corsi professionali per pizzaioli - prosegue - stiamo lavorando per portare a Londra questa nuova associazione, anche nel segno della risonanza dovuta al recente riconoscimento Unesco. Nel Mezzogiorno c'è ancora grande possibilità di crescere, basta saperla intercettare».
Per la Bellavita il 2017 si è chiuso con un fatturato 2017 che si attesta poco sotto i 4 milioni di sterline e altrettanto positiva è la previsione 2018, che arriva a 5 milioni, di cui 3,5 dal segmento Expo. Ma per chi esporta il Made in Italy, qual è lo strumento per combattere contraffazione e Italian sounding che ne minano lo sviluppo? «Vanno sconfitti raccontando il territorio nelle comunità estere - aggiunge Prezioso - e va fatto per i prodotti italiani artigianali, ma anche per quelli industriali, che godono comunque di maggiori qualità e garanzie di sicurezza rispetto alla gran parte dei loro concorrenti».
Lunedì 29 Gennaio 2018, 18:56
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