Funicolare di Chiaia a rischio chiusura, interviene la Regione Campania: «Evitiamo la paralisi»

Giovedì 26 Agosto 2021 di Paolo Barbuto
Funicolare di Chiaia a rischio chiusura, interviene la Regione Campania: «Evitiamo la paralisi»

Sulla questione della funicolare di Chiaia interviene la Regione. Dopo le accorate richieste di intervento da parte dei commercianti e in seguito a una formale richiesta da parte del consigliere Diego Venanzoni, il presidente della commissione trasporti di Santa Lucia, Luca Cascone, ha convocato una riunione per lunedì mattina. All'ordine del giorno un solo punto, la situazione dell'impianto che collega il Vomero con piazza Amedeo. 

Negli stessi momenti in cui veniva convocata la riunione, invocata dai commercianti per chiedere alla Regione di sopperire alle mancanze dell'Anm, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, dall'Irpinia lanciava i suoi strali sull'azienda napoletana dei trasporti: Anm è il risultato del disastro amministrativo del Comune di Napoli, il più grande d'Italia». Le parole sono state pronunciate nel corso di una visita agli stabilimenti della Air, azienda che potrebbe diventare, dopo la fusione con Eav e la possibile acquisizione di Clp, Ctp e del settore gomma di Anm, gestore unico del trasporto pubblico locale della Campania. Del resto la creazione di una azienda unica per il trasporto nella regione è sul tavolo di Santa Lucia da anni.

Anche sul tema specifico della funicolare di Chiaia c'è stato un intervento diretto del governatore De Luca al quale si sono rivolti trecento commercianti del Vomero e di Chiaia chiedendo un intervento: «È stato il presidente a chiedermi di convocare un tavolo sulla vicenda - spiega Cascone - soprattutto in seguito all'appello accorato della Federazione del Commercio». 

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Ma cosa succede alla funicolare di Chiaia? Succede che nel 2017 è scaduto il tempo massimo per eseguire la manutenzione ventennale che ogni impianto a fune deve ricevere. Da quell'anno l'Anm ha chiesto continue proroghe per l'esecuzione di quegli interventi, fino all'ultima che scadrà il prossimo trenta di settembre. Palazzo San Giacomo sperava di riuscire ad avviare i lavori prima della scadenza dell'ultima proroga, però c'è stato un inghippo. Nel tentativo di risparmiare sui costi della manutenzione è stato preparato un bando con prezzi talmente bassi da essere fuori mercato. Così nessuno s'è presentato e la manutenzione non è partita.

Attualmente è in corso un altro bando con prezzi cresciuti di un milione e mezzo: forse non andrà deserto, ma nel frattempo, prima che si chiudano le procedure e si decida quando far partire i lavori, arriverà la scadenza del 30 di settembre e scadrà la proroga concessa dal Ministero.

L'Anm ha in animo di chiedere un'altra proroga all'Ustif (l'ente che effettua le verifiche sui mezzi a fune in tutt'Italia) ma le possibilità che venga concessa sono estremamente basse. La funicolare di Chiaia non è perfetta e qualche problema lo mostra quotidianamente, l'ultimo, in ordine di tempo, è l'incendio ai sottoservizi della stazione Parco Margherita della settimana scorsa: insomma, concedere una proroga potrebbe essere un azzardo, soprattutto dopo la tragedia del Mottarone che ha acceso i fari sulla sicurezza del trasporto a fune. 

Senza la proroga, la funicolare verrebbe chiusa subito, in attesa dei lavori di manutenzione che, generalmente, durano fra i sei e i nove mesi: il risultato sarebbe un anno almeno di blocco dell'attività, con gravi disagi per i viaggiatori e con una prevista debacle sul fronte del commercio: «Non possiamo permetterci di perdere per un tempo così lungo la clientela che ci raggiunge con quel mezzo estremamente comodo e veloce - ha detto Vincenzo Perrotta, presidente della Federazione del Commercio - ecco perché abbiamo chiesto un intervento della Regione».

E la Regione non ha esitato a mettersi all'opera. Dalla riunione di lunedì prossimo, secondo le previsioni, non dovrebbero arrivare decisioni immediate: «Per adesso cercheremo di ascoltare tutti e di farci un quadro preciso della situazione in modo da capire in quale maniera intervenire per dare il nostro contributo», ha detto ieri il presidente della commissione regionale trasporti, Cascone.

Il primo passo potrebbe essere un intervento presso il Ministero per tentare di ottenere la proroga, ma ogni azione verrà prima valutata con attenzione: l'intervento della Regione non andrà mai e poi mai contro le norme di sicurezza, fanno capire da Santa Lucia.

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