Galleria Umberto I di Napoli, duello sulla gestione: «Il decoro spetta al Comune»

Domenica 16 Gennaio 2022 di Gennaro Di Biase
Galleria Umberto I di Napoli, duello sulla gestione: «Il decoro spetta al Comune»

L'attenzione è massima intorno al destino della Galleria Umberto I, da anni asfissiata da impalcature, dissesti, locali sfitti, immondizia, scritte e clochard. Dopo la campagna partita dalle pagine del Mattino a Natale 2021, intellettuali, artisti, Comune, Sovrintendenza, Montecitorio, consiglieri, Confcommercio privati e Prefettura si sono mossi negli ultimi giorni per risanare la Galleria del Risanamento. Un primo riscontro concreto di questa mobilitazione lo si avrà nell'incontro tra Comune e privati del 21 gennaio, convocati dal Prefetto. Schematizzando, sono tre i nodi critici da risolvere alla Umberto I, gli stessi di cui si parlerà nella riunione: la rimozione dei tubolari, la sorveglianza e la dislocazione dei senza dimora. Vediamo a chi spettano, nel dettaglio, le rispettive competenze. 

Due premesse. Primo: le soluzioni per la Umberto I, data la sua natura ibrida tra pubblico e privato, passano dalla cooperazione tra Palazzo San Giacomo e proprietari. Seconda premessa: sulla vicenda dei tubolari, come su quella della morte di Salvatore Giordano nel 2014, saranno i giudici a stabilire ruoli e responsabilità. Chiariti questi punti, qualcosa di certo c'è. Ed è scritto nero su bianco. Come raccontato nei giorni scorsi su queste pagine, il documento siglato a piazza Municipio nel 1886 tra i costruttori dell'Impresa Esquilino e l'allora sindaco Nicola Amore parla delle responsabilità dei «concessionari». Ma non solo. Lo scritto si sofferma anche sulle competenze del Comune: «Il Municipio - si legge alla fine dell'articolo 23 (la pagina precedente che riporta il resto dello stesso articolo è quella strappata delle 22 che compongono il testo) - dovrà far provvedere alla conduttura del gas, o altro sistema d'illuminazione di sua soddisfazione per la illuminazione delle vie, alla conduttura dell'acqua, allo spazzamento ed altri pubblici servizi». Tradotto, la pulizia e i «servizi pubblici», come quello della sorveglianza, spettano allo Stato (come avviene alla Vittorio Emanuele di Milano). Del resto, il suolo della Galleria è pubblico, così come la copertura in vetro. Non a caso, l'assessore Lieto ha già annunciato la preparazione dei lavori alla pavimentazione, magari con fondi «del Pnrr», compresa la sostituzione dei lucernari frantumati da skate e baby gang. Gli stessi che l'amministrazione de Magistris sostituì con dei pannelli di legno. Al Comune spetta quindi anche il nodo clochard, su cui l'assessore Trapanese ha dichiarato di essere «già al lavoro». Alla Sovrintendenza resta il compito di tutela, lo studio e approvazione di ogni progetto relativo al monumento, privato o pubblico che sia, visto il vincolo che la lega alla Umberto I. Mentre si aspetta la soluzione del contenzioso per le impalcature di via Toledo (nella parte di Galleria coinvolta nella tragedia del 2014), i condomini negli ultimi anni hanno già fatto partire lavori su altri palazzi della Umberto I. Altri restyling potrebbero aggiungersi a breve, così da sfruttare il bonus facciate.

L'articolo 24 del documento datato 1886 recita: «Restano obbligati i concessionari alla manutenzione della decorazione interna ed esterna della Galleria in ogni tempo, sia per quanto riflette il prospetto del piano terraneo, quanto quelli dei piani superiori che rispondono ad abitazione con veduta nell'interno della stessa. Tale decorazione dovrà essere in ogni tempo mantenuta a carico dei concessionari o loro aventi causa». Questa parte del testo attribuisce la competenza della manutenzione ai privati, ma nell'articolo seguente lo scritto si sofferma su un altro «obbligo», che chiarisce una volta di più la natura pubblica delle vie della Galleria, «quello di conservare perpetuamente prive di chiusure di qualunque genere totale e parziale tanto tutte le aperture esistenti sia nella fronte verso la Galleria, come in quella verso la via dei due tratti di braccio laterale della Galleria». Insomma, la Esquilino accettò un «divieto di chiusura di qualunque genere». I cancelli, in pratica, sono espressamente vietati nell'atto. 

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Sono ben due le interrogazioni parlamentari partite per rilanciare la Umberto I. A scrivere al Ministro Franceschini è stavolta la deputata Valeria De Lorenzo, che segnala la «necessità di affrontare con urgenza la tematica delle odierne condizioni in cui versa la Galleria partenopea. Un'urgenza qualificata, altresì, dalle non isolate cadute di stucchi che si sono verificate anche dopo il mortale incidente dell'estate del 2014». La deputata chiede a Franceschini «quali iniziative intenda adottare per tutelare, valorizzare e promuovere la galleria Umberto I (sottoposta a vincolo monumentale e tutelata dall'Unesco) sottraendola al degrado e alla vandalizzazione». 

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