Galleria Umberto I di Napoli, la svolta in un mese: dall'emergenza al restyling

Venerdì 28 Gennaio 2022 di Gennaro Di Biase
Galleria Umberto I di Napoli, la svolta in un mese: dall'emergenza al restyling

Galleria Umberto I: com'era e com'è. A fine dicembre la puzza, l'immondizia, il dormitorio, l'abbandono e il disinteresse. A fine gennaio, invece, pulizia, impalcature in via di smontaggio, tavoli istituzionali in Prefettura, a Palazzo San Giacomo, trattative quotidiane per risolvere i contenziosi tra privati e Comune. Compie oggi un mese esatto, la campagna quotidiana di mobilitazione sociale avviata dal Mattino per il rilancio del primo salotto di Napoli. Nella consapevolezza che tanto, tantissimo, resta ancora da fare, elenchiamo con soddisfazione i risultati arrivati in trenta giorni per Napoli, per i napoletani e per i turisti.

I portici della Galleria affacciati sul San Carlo, in un nostro reportage di inizio gennaio, erano inaccostabili. Il tanfo di escrementi freschi impediva letteralmente il passeggio. Oggi, la puzza sembra il ricordo di un passato peggiore del presente: una sensazione tanto rara quanto felice. Ci sono perfino delle piantine di arredo urbano, a festeggiare il ritrovato decoro, sulle scale del portico. Restano però dissesti e problemi: le buche nel pavimento dei marmi, le scritte, le saracinesche abbassate. In via di smontaggio i ponteggi del palazzo ad angolo tra via Verdi e via Santa Brigida. Procedono i lavori, invece, nell'edificio tra San Carlo e via Toledo. Tanti degli 11 condomini stanno approfittando del bonus facciate per dare smalto alla Umberto I. Quanto al palazzo tra via Santa Brigida e il centro della Galleria, grazie all'intervento del Comune avviato una settimana fa (operazione congiunta tra assessorato alle Politiche Sociali di Luca Trapanese e assessorato alla Sicurezza di Antonio De Iesu), la distesa di clochard non esiste più, come gli appartamenti dei senza dimora tra i tubolari. Altra svolta rispetto al mese scorso: nessun venditore ambulante tra i marmi dell'Ottocento: una pattuglia di agenti della polizia municipale presidia dalle 8 alle 20, senza sosta, il primo salotto della città. 

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Dario Esposito, avvocato il cui studio è nella Umberto I, è uno dei partecipanti al sit-in della Befana per il rilancio del monumento del Risanamento. La sua faccia, come quella di tanti professionisti e commercianti che abitano la Galleria, è senz'altro più serena: «Non c'è paragone - sorride - In un mese è tornato un po' di decoro. A livello strutturale la situazione è ancora critica, e aspettiamo che il Comune fornisca le date dei lavori. Cosa posso dirle? Speriamo che questo stato di cose duri». «Un decoro quasi ritrovato - osserva Antonio Coppola, presidente dell'Aci e firmatario della petizione lanciata a inizio mese su change.org da Europa Verde - La campagna di stampa è stata positiva, le soluzioni sono tutte individuate, anche se non ancora realizzate. La mobilitazione ha contribuito a creare un dialogo chiaro e a distendere il clima tra istituzioni e privati. Ma tantissimo va ancora fatto. Va risolto il nodo della sicurezza, che possa consentire una vita libera e anche notturna nella Galleria dove un tempo c'era il Caffè chantant. Il monumento aperto dovrà essere un punto d'arrivo dopo il rilancio. Intanto, si deve trovare una soluzione per evitare che baby gang e homeless ne riprendano possesso. In questo senso, auspico una collaborazione anche dei corpi militari». Siamo solo ai primi passi. Si aspettano le date degli interventi comunali sul pavimento e sulle vetrate (coordinati con la Sovrintendenza). Nei prossimi giorni sarà fissata la data del secondo incontro in Prefettura tra Comune e privati. Al tavolo, si dovrà sciogliere il nodo del contenzioso sulla facciata di via Toledo. I privati, che si riuniranno in assemblea condominiale a fine febbraio per confermare la disponibilità a eseguire i lavori, chiedono al Comune il congelamento dei canoni sui ponteggi montati nel 2014, dopo la morte del piccolo Salvatore Giordano. 

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