Napoli, con la pioggia in Galleria Umberto tornano i clochard e si costruiscono una «casa»

Giovedì 4 Novembre 2021 di Alessandra Martino
Davanti alle vetrine dell'ottico Salmoiraghi e Viganò, due clochard hanno creato una vera e propria casa con tanto di piante, quadri e coperte

Vestiti in ogni dove, valigie, poster, pupazzi e piante: una vera e propria casa quella messa su da due clochard all'ingresso di Galleria Umberto. Un cane a difesa delle buste vestiti e tanta gente che porta cibo e acqua.

Davanti alle vetrine di un noto negozio di ottica, complice il freddo e la pioggia di questi primi giorni di novembre è questo lo scenario a cui si assiste. «A qualsiasi ora del giorno la situazione drammatica è sotto gli occhi di tutti - commentano i commercianti - la Galleria sta attraversando uno dei momenti più bui, più terribili di sempre». 

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 Sono più di venti, i clochard, stando al censimento degli esercenti, a gravitare nei dintorni del monumento. Le loro baracche si trovano ai lati della Galleria, al centro ci sono le bancarelle con le finte griffe, borse e occhiali adagiati su un lenzuolo bianco: gli oggetti del commercio più ambiti sul mercato del falso.

Clochard, barboni, senza tetto, senza fissa dimora la società civile li ha definiti in tanti modi come se dargli un nome potesse in qualche maniera sollevarli dalla responsabilità di prendersene cura davvero.

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Invisibili, in una centralissima via Toledo, dove migliaia di persone passano ogni giorno ignare della loro presenza. La prima tappa, da neosindaco di Napoli per Gaetano Manfredi è stata la galleria Umberto per incontrare i cittadini e rispondere alle sollecitazioni e agli auguri di tanti cittadini.

Dopo qualche settimana arrivano nuove sollecitazioni per la nuova amministrazione: «Un luogo straordinario ridotto in condizioni pietose», afferma un residente di passaggio.

Nonostante le tante proteste e sollecitazioni la Galleria Umberto continua ad essere un monumento del degrado. Di un degrado che da troppo tempo viene segnalato dai residenti della zona, rassegnati ad una condizione di invivibilità che peggiora di giorno in giorno.

I turisti che ci sono e che passano in zona, porteranno con sé anche questa immagine di miseria ed abbandono. Non è giusto per nessuno. Né per chi ci abita e né per queste persone in stato di indigenza. Sono uomini e donne costretti ad arrangiarsi perché non hanno alternative e nessuno che pensi seriamente alla loro sistemazione. 

Intanto, da poco si è concluso il montaggio delle luci in Galleria e alle prove di accensione delle lampadine, c’è chi ha scattato i primi selfie. «Un po’ di luce dopo anni di buio - spiega un residente della Galleria - siamo contenti». 

Ora il problema è capire che chance hanno di resistere alla furia degli incivili. Quelli che a Natale si scatenano con il furto dell’albero e potrebbero puntare ora sulle grandi luminarie appena installate. «Si tratterà di vedere quanto tempo dureranno – conclude - purtroppo tutto quello che si trova sul pavimento qui è destinato a non durare.”

In Galleria la vigilanza è molto scadente, la nuova amministrazione dovrà puntare a più controlli, cominciando magari dalle luminarie per poi passare ai clochard. «C’è bisogno di un vero e proprio cambiamento altrimenti questo posto resta terra di nessuno», concludono commercianti e residenti.

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