Gianturco, inaugurato il murale per Antonio Prisco:
l'omaggio al sindacalista da parte di amici e parenti

Il suo motto era: «Un passo indietro nemmeno per la rincorsa».

Gianturco, inaugurato il murale per Antonio Prisco: l'omaggio al sindacalista da parte di amici e parenti
di Mattia Ronsisvalle
Domenica 4 Dicembre 2022, 16:17 - Ultimo agg. 5 Dicembre, 16:58
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Inaugurato il murale in memoria di Antonio Prisco, sindacalista napoletano. L’opera, ideata dall’associazione no profit Giosef Italy - Giovani Senza Frontiere, è stata realizzata grazie ai fondi del progetto «Amarti – percorsi artistici green».

Amici, parenti e non solo: questa mattina, tutti insieme, si sono riuniti in via Emanuele Gianturco per un saluto, sicuramente non l’ultimo, a «O’ Terremoto».
Un’occasione di incontro per svelare il murale realizzato dal writer Amed e dedicato al sindacalista scomparso ad aprile 2021.

 

«Questo murale – spiega Valentina Tafuni, compagna di Antonio Prisco - ha un significato molto profondo perché non è solo la restituzione alla città dello sguardo di Antonio: i suoi occhi auspicavano e credevano in un mondo collettivo, più equo, forgiato sulle giuste battaglie in tema dei diritti».

La scelta del luogo per il murale non è casuale. Parliamo di Officina 99, un centro sociale occupato autogestito che ha sede in uno stabile abbandonato nel quartiere Poggioreale di Napoli, zona Gianturco. «Abbiamo scelto un luogo che fosse vicino ad Antonio: per la posizione ma anche per quello che rappresenta questa zona per lui e la città di Napoli», spiega Alessandro Nicotera, presidente di Giosef Italy.

«Un passo indietro nemmeno per la rincorsa»

Antonio Prisco è stato tante cose: rappresentante dell’Unione degli Universitari, rappresentante sindacale dei rider napoletani ed italiani, giocatore di rugby, presidente della sede locale di Napoli della rete Giosef Italy.
Tuttavia, ciò che lo rappresenta meglio è il suo motto: «Un passo indietro nemmeno per la rincorsa».
Perché nella sua breve ma intensa vita, nonostante non provenisse da una condizione economica e sociale agevole, ha sempre combattuto per gli altri senza cedere a compromessi e a facili scorciatoie. Nel corso degli anni ha attratto a sé tantissime persone che, ispirate dai suoi gesti prima che dalle sue parole, lo aiutavano e sostenevano nel cammino e nelle battaglie.

Marco Sarracino, Segretario metropolitano del PD Napoli, ha ricordato così il suo amico Antonio Prisco: «Per me è stato un compagno di tante sfide e tante avventure. Era uno stakanovista che lavorava giorno e notte per aiutare chi ne aveva bisogno. Il murale ci ricorda che i diritti dei lavoratori, per cui Antonio combatteva, devono essere sempre sostenuti e la nostra azione politica è in campo per questo».

«Mai un passo indietro: grazie ad Antonio siamo arrivati in tutta Italia per portare avanti le battaglie sui diritti dei lavoratori», esclama la presidente della IV Municipalità di Napoli Maria Caniglia mentre la sindacalista NIdiL Cgil Antonietta Perna sottolinea che «Antonio era un compagno di tutti e la sua voce è arrivata in tutto il mondo. Grazie alla sua rivoluzione i lavoratori, non solo i rider, hanno una dignità. Con lui il sindacato è cresciuto e noi abbiamo imparato molto da Antonio».

«O’ Panaro». Prisco era così soprannominato dai suoi compagni di rugby, sport di cui era un grande appassionato. Il nickname era dettato dal fatto che, secondo i suoi amici di squadra «non aveva un fisico adatto per il rugby e non ci vedeva benissimo: per prendere la palla che gli passavamo aveva bisogno di un... panaro».

Un saluto anche da parte del Rappresentante del Senato accademico dell’Università Federico II Antonio Filogamo: «La sua mano era sempre tesa per aiutare il prossimo. È stata una figura di spicco per tanti anni nell’Ateneo, con lui c'è stata una rivoluzione”.

L’amore dietro il murale

«Questo murale ha un valore etico ambientale molto forte e spero che possa ispirare chi lo vedrà. Molti non hanno avuto la fortuna di conoscere Antonio ma attraverso quest’opera potranno farlo perché l'arte resta il mezzo più privilegiato per passare grandi messaggi come quello della lotta per i diritti di tutti i lavoratori», spiega Valentina Tafuni.

Celebrare la vita attraverso l’arte. È questa la mission di «Amarti», il progetto di Giosef Italy - Giovani Senza Frontiere. Il programma prevede percorsi artistici green per commemorare la vita dei due giovani attivisti scomparsi prematuramente: Marta Gianello Guida (sede Giosef Torino), ndr.) Antonio Prisco.

La realizzazione del murale di Napoli è stata possibile grazie ai fondi messi a disposizione da «Amarti» e dal progetto di crowdfunding ideato da Giosef Italy. Il presidente dell’organizzazione no profit Alessandro Nicotera si è rivolto ai presenti: «Grazie a nome del nostro gruppo a tutti gli amici e i familiari che hanno contribuito a regalare alla città di Napoli un ricordo di Antonio che con la sua immagine sarà di ispirazione per le giovani generazioni. Per noi è il segno tangibile dell'impegno a continuare le sue battaglie con ancora più impegno».

Per la creazione dei lavori artistici sono stati utilizzati degli speciali spray «anti smog» che sfruttano una vernice traspirante antinquinamento. Le opere artistiche rendono più accoglienti e «youth-friendly» le aree delle città, in questo caso Napoli, come spiega il writer e autore del murale Giuseppe De Martino, in arte Amed: «La pittura che abbiamo utilizzato assorbe lo smog e non danneggia i colori del murale. Quando Giosef mi ha proposto di collaborare con loro ho subito pensato a come rendere omaggio a quello che Antonio è stato e cosa ha rappresentato: ho scelto di realizzare un ritratto figurativo, come la mia pittura. Ho giocato con lo sguardo attraverso le cromature, in questo caso con l’arancione che è un elemento che trasmette energia e gli azzurri che danno profondità e spiritualità».

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