Immacolatella, la svolta a Napoli: completato il restyling della casa dei migranti

Immacolatella, la svolta a Napoli: completato il restyling della casa dei migranti
di Antonino Pane
Domenica 9 Ottobre 2022, 10:49 - Ultimo agg. 11:31
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Partono 'e bastimente. Nelle stanze dell'Immacolatella Vecchia sembra quasi che riecheggino in sottofondo le note di E.A. Mario che, in Santa Lucia Luntana, seppe raccontare il dramma dei nostri emigranti che partivano da Napoli per le Americhe. Ed eccoli qui gli spazi dove si sottoponevano alle visite mediche; dove dormivano appoggiati sulle loro valigie di cartone in attesa dell'imbarco verso la terra promessa. Spazi recuperati completamente dall'Autorità di sistema portuale del mare Tirreno centrale e che oggi si presentano in una veste moderna e funzionale senza aver perso niente della loro storia. Sì, perché con tutto il piazzale dell'Immacolatella Vecchia, quest'area era il prolungamento a Mare del centro antico di Napoli.

«E dovrà rivivere di un nuovo splendore - spiega il presidente dell'Adsp, Andrea Annunziata - perché molto presto partirà il recupero anche di tutto il piazzale che dovrà fare da straordinario contorno a questo edificio ritornato al suo antico splendore. Accompagnati proprio dal presidente Annunziata e dal Rup del progetto di recupero, il dottor Mario Ferraro, attraversiamo tutte le stanze dell'Immacolatella Vecchia ripulite dalle superfetazioni che nei decenni erano state realizzate per farne depositi e anche alloggi per i marinai della Capitaneria di Porto. Oggi, i circa 1100 metri quadrati dell'Immacolatella Vecchia sono tornati ad essere ambienti salubri, attrezzati di tutto punto e funzionali. Il progetto di recupero, che ha avuto come direttore dei lavori l'architetto Luciano Garella, soprintendente per le Belle Arti e Paesaggio di Napoli e provincia, ha messo sotto riflettori ogni aspetto della storia di questo luogo che ora è pronto per nuovi impieghi.


Già, la destinazione. «Ci sarà un tavolo - annuncia il presidente Annunziata tra Adsp, Regione e Comune di Napoli. Non abbiamo nessuna preclusione, ma crediamo che l'Immacolatella Vecchia deve avere un ruolo attivo, propositivo, nel legare il porto alla città. Gli spazi sono ampi ed attrezzati di ogni cosa. Questa zona del porto, ma direi questa zona di Napoli, deve riprendere a risplendere di luce propria e per questo l'Adsp recupererà tutti gli edifici abbandonati del porto». Di ipotesi negli anni ne sono state fatte tante; l'Immacolatella con i suoi ampi terrazzi, con le sue banchine a Sud e a Occidente guardano al molo Angioino al piazzale delle crociere, alla zona turistica della città. E per mettere insieme le due cose, la storia dei bastimenti con la voglia di arrivare oggi a Napoli, si era immaginato un polo multimediale capace di raccontare il passato; una Piccola Ellis Island partenopea, insomma, uno scrigno dove conservare ricordi e, contemporaneamente, di stupire con immagini, musiche e atmosfere.

Fare in modo, dunque, come scrivono i progettisti, che l'Immacolatella manifesti «il suo ruolo di testimonianza vivente del passaggio di generazioni di uomini che hanno varcato le sue soglie sperando in un futuro migliore: essa incarna i valori negativi dell'indigente povertà e del dolore del distacco e, al contempo, quelli positivi riposti nei sogni e nelle speranze».

E proprio per questo l'intervento è rientrato tra quelli di restauro conservativo seguendo tre precisi filoni: il restauro filologico delle facciate esterne ed interne (attribuite a progetto settecentesco di Domenico Antonio Vaccaro), eliminando le superfetazioni e le sovrapposizioni di elementi impropri; il restauro artistico dei preziosi gruppi scultorei (attribuiti allo scalpello di Francesco Pagano) e dei rilevati architettonici (decori in stucco, portali in piperno modanati etc.); il recupero degli spazi interni, demolendo le recenti partizioni. Il tutto nel rispetto delle norme stabilite dal ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Didascalia



Il recupero dell'Immacolatella Vecchia è costato complessivamente circa 7 milioni di euro di cui, quasi sei fatti arrivare dalla Regione con i fondi Por-Fers dell'agenda 2014-2020 e 800mila euro, invece, ricavati dai fondi proprio dell'Adsp del Mare Tirreno Centrale. Ma ora tutto è pronto. C'è anche l'impianto fotovoltaico, quanto mai attuale e necessario oggi, una cabina di regia da dove si può tenere sotto controllo ogni stanza, gli ascensori per collegare i due piani superiori al piano terra e tanto altro ancora.

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